Cassa integrazione, nuove regole per la durata: cosa cambia

Come cambia la cassa integrazione con il Jobs Act: regole per la durata

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Come cambia la cassa integrazione con il Jobs Act: regole per la durata

Con il riordino delle leggi sugli ammortizzatori sociali previsto nel Jobs Act, sono cambiate le regole per la cassa integrazione e, in particolare, in relazione alla durata dell’istituto. il decreto legislativo 148/2015 in vigore dal 24 settembre, ha esteso la cassa integrazione agli apprendisti ed è intervenuto in senso correttivo sulla durata della prestazione di integrazione salariale. A ben vedere si tratta di un ritorno alla precedente normativa perché la finestra temporale di cinque anni torna ad essere mobile. Vediamo nello specifico che cosa cambia per datori di lavoro e dipendenti.    

Durata della cassa integrazione: che cosa cambia con il Jobs Act

Secondo le recenti previsioni la durata della cassa integrazione in ciascuna unità produttiva non potrà essere superiore a 24 mesi (contro i 36) distribuiti nell’arco di cinque anni. Questo periodo di riferimento non sarà più fisso ma tornerà ad essere mobile, così come era previsto dalla disciplina ordinaria contenuta nella legge 223 del 1991 e come è stato fino alle modifiche introdotte nel 1996. Viene in questo modo superata la scadenza del quinquennio fissata al 10 agosto per scongiurare il rischio di abusi nel ricorso a tale strumento. Per quanto riguarda la durata della cassa integrazione va rilevato che i periodi di integrazioni salariali utilizzati prima dell’entrata in vigore del suddetto decreto, non concorreranno al raggiungimento del limite temporale. La durata dei trattamenti straordinari di integrazione salariale concessi successivamente alla stipula di un contratto di solidarietà, ai fini del conteggio del quinquennio, sarà considerata solo a metà. Questo, nelle intenzioni del legislatore, serve ad incentivare il ricorso a strumenti di sostegno del reddito che favoriscano la riduzione dell’orario lavorativo piuttosto che la sospensione dell’attività nell’ottica di mantenimento del posto di lavoro.

Cassa integrazione e durata: casi particolari ed eccezioni

Per quanto riguarda le imprese industriali la durata massima del trattamento ordinario e straordinario di integrazione salariale è fissata a 30 mesi, sempre nell’arco di un quinquennio mobile. La suddetta regola si estende ad imprese artigiane dell’edilizia e affini. La ragione di questa eccezione va ricercata nella preclusione a questi settori professionali dell’utilizzo del contratto di solidarietà.

Cassa integrazione: domanda e importo

Non sono invece previste novità relativamente alla misura del trattamento di cassa integrazione. L’importo resta quindi confermato all’80% della retribuzione totale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate. Le domande per la cassa integrazione ordinaria vanno inviate entro il 15º giorno dall’inizio del periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa; il termine scende a sette giorni per la cassa integrazione straordinaria, a partire dalla data di conclusione della procedura sindacale o di sottoscrizione dell’accordo aziendale. <strong

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Argomenti: Cassa integrazione