Cassa Integrazione Covid: tra marzo e aprile, oltre la metà delle imprese italiane ne ha fatto uso

L’analisi si riferisce a tutti gli strumenti di integrazione salariale previsti per fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid. Vediamo meglio di cosa si tratta.

di , pubblicato il
L’analisi si riferisce a tutti gli strumenti di integrazione salariale previsti per fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid. Vediamo meglio di cosa si tratta.

L’Inps, con il comunicato stampa del 9 luglio 2020: “Inps- Banca d’Italia: a marzo e aprile cassa integrazione per più della metà delle imprese. Nel settore privato, ne ha usufruito quasi il 40 per cento dei lavoratori”, riassume i dati dello studio condotto dallo stesso Istituto nazionale di previdenza sociale in collaborazione con la Banca d’Italia: “Le imprese e i lavoratori in cassa integrazione Covid nei mesi di marzo e aprile”.

Secondo questo studio, nei mesi di marzo e aprile oltre la metà delle imprese italiane ha fatto uso della CIG-Covid. La cassa integrazione ha riguardato quasi il 40% dei dipendenti del settore privato.

L’analisi si riferisce a tutti gli strumenti di integrazione salariale previsti per fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid: Cassa integrazione guadagni (CIG) ordinaria, assegni dei Fondi di solidarietà e del Fondo di integrazione salariale (FIS) e CIG in deroga, sia pagati direttamente dall’INPS sia portati a conguaglio dalle imprese.

 

Per maggiori informazioni, si legga: “Covid-19: CIG in deroga anche per chi è assunto al 17 marzo 2020”.

Quanto hanno risparmiato le imprese italiane?

Secondo il report, ogni impresa in CIG-Covid ha risparmiato circa 1.100 euro per dipendente presente in azienda.

In particolare, è possibile leggere che:

  • le imprese più piccole hanno utilizzato principalmente la CIG-Covid in deroga e hanno risparmiato mediamente 3.900 euro nel bimestre.
  • Le imprese più grandi del settore dei servizi hanno fruito dell’assegno ordinario Covid e hanno risparmiato in media quasi 24.000 euro.
  • Infine, per le imprese della manifattura, che ricorrono prevalentemente alla CIG ordinaria Covid, il risparmio è stato di circa 21.000 euro.

In media, ogni lavoratore in CIG-Covid ha subito una riduzione oraria di 156 ore, il 90 per cento dell’orario mensile di lavoro a tempo pieno (pari a 173 ore in marzo e aprile), perdendo, secondo le attuali stime, il 27,3% del proprio reddito lordo mensile”.

 

Potrebbe anche interessarti:

Argomenti: ,