Cassa Integrazione: altri 2 miliardi di debiti dal Dl Ristori

L’Ufficio parlamentare di bilancio ritiene che la stima per la nuova cassa integrazione sia prudenziale.

di , pubblicato il
L’Ufficio parlamentare di bilancio ritiene che la stima per la nuova cassa integrazione sia prudenziale.

Non si ferma l’avanzata dell’indebitamento pubblico. La pandemia sta mettendo a ferro e fuoco il bilancio dello Stato e il governo non bada a spese pur di evitare l’esplosione della disoccupazione.

Senza il blocco dei licenziamenti, saremmo già al 25% di disoccupati in italia con risvolti drammatici per il settore giovanile e per l’economia nazionale. A ribadirlo è la ministra al Lavoro Nunzia Catalfo rivolgendosi a Confindustria che preme per licenziare il personale in eccesso.

Il governo ha però bloccato i licenziamenti fino al 31 marzo 2021, ma allo stesso tempo sgravato le aziende del contributo addizionale per la cassa integrazione Covid. Questo significa che gli ammortizzatori sociali saranno finanziati, in questo periodo eccezionale, saranno finanziati dall’Inps regolarmente.

Cassa Integrazione, altro debito per 2,1 miliardi

Sul piano degli effetti finanziari, la Relazione tecnica del decreto ristori stima in circa 2,1 miliardi di euro l’autorizzazione di spesa per la nuova cassa integrazione salariale. Di questi 0,6 miliardi saranno erogati quest’anno e 1,5 nel 2021. Sarà invece di altri 1,3 miliardi di euro l’effetto sull’indebitamento netto del 2021.

Tali importi non sono riportati nel prospetto finanziario del dl 137 del 2020 perché già scontati nel quadro di finanza pubblica tendenziale del Documento programmatico di bilancio 2021. Nel complesso, la valutazione degli effetti finanziari appare prudenziale per diverse ragioni.

La relazione del Upb

Lo sottolinea Giuseppe Pisauro, presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) nella memoria trasmessa alle Commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato nell’ambito dell’esame del decreto Ristori.

Innanzitutto – osserva l’Upb – la stima è impostata a partire dai dati dei già beneficiari di integrazioni a giugno. Senza tenere conto della tendenza alla riduzione del ricorso alla Cassa Covid-19 osservabile nei mesi successivi (sul fronte dei beneficiari a pagamento diretto)”.

Inoltre, nell’ambito di questa platea, si ipotizza che tutti i datori di lavoro interessanti dalla cassa integrazione in deroga e dalle prestazioni della bilateralità ricorreranno per intero alle 6 settimane aggiuntive. Infine, rispetto a quanto desumibile dai dati dell’Agenzia delle Entrate sui fatturati di impresa, si tiene alta la quota dei datori di lavoro che non sconteranno alcun “ticket di tiraggio”.

La Cig non sarà utilizzata fino in fondo

Nella memoria dell’Upb è indicata inoltre una stima preliminare del possibile minore ricorso alla cassa integrazione prevista dal complesso dei decreti anti-crisi, rispetto agli impegni complessivamente assunti. Impegni basati sui dati del monitoraggio Inps al 15 ottobre. La Relazione tecnica del dl ristori indica in circa 4,3 miliardi le minori spese rispetto alle autorizzazioni in termini di indebitamento netto.

Nella stima dell’Upb si considerano 4 possibili scenari evolutivi della spesa nei mesi di ottobre, novembre e dicembre. In base a differenti ipotesi di diffusione del contagio minore spesa per integrazioni salariali fruibili entro la fine del 2020. La minore spesa, si legge nel documento, potrebbe raggiungere un massimo di

  • 8,1 miliardi nello scenario più ottimistico;
  • 5,8 miliardi in quello intermedio;
  • 4,7 miliardi nello scenario storico (sostanzialmente in linea con le indicazioni del dl ristori);
  • 1,5 miliardi in quello più pessimistico che prefigura una situazione estrema di evoluzione di fatto fuori controllo dei contagi .

Su cassa integrazione auspicabili interventi più strutturali

La nuova cassa integrazione salariale di fatto prolunga di alcune settimane lo stesso pacchetto di interventi di tutela dei redditi da lavoro. E sostegno all’occupazione avviato dal precedente decreto.

Da questa prospettiva, il Dl Ristori “si qualifica come ‘ponte’ in attesa dei prossimi interventi, auspicabilmente di natura più strutturale e con un orizzonte più lungo, che potrebbero essere varati prossimamente“.

E’ quanto si legge nella memoria trasmessa dal presidente Pisauro, alle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato nell’ambito dell’esame del dl ristori.

Argomenti: ,