Cashback verso la cancellazione definitiva, Conte chiede a Draghi di riattivarlo subito

È il tempo di riattivare il Bonus Cashback, una misura che può essere rivista ma è essenziale per contrastare l'evasione.

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Dopo varie proposte di modifica al bonus cashback, starebbe prendendo sempre più piede l’ipotesi di un addio definitivo della misura. La questione è sempre la stessa, per la Manovra 2022 i soldi a disposizione sono pochi e il cashback è una misura costosa e, al tempo stesso, sacrificabile.

Ipotesi, ad ogni modo, difficilmente digeribile da parte del Movimento 5 Stelle e, in particolare, del loro leader, Giuseppe Conte. Quest’ultimo ha invitato il premier Mario Draghi a “mantenesse la parola” presa sul cashback.

Cashback, le ragioni del no

L’intero programma del bonus cashback, come già detto, si è fermato il 30 giugno, al termine del primo semestre. Ma per quale motivo si è presa questa decisione?

Innanzitutto, bisogna pensare ai costi. Per l’intero programma, le risorse stanziate sono state davvero importati: 5 miliardi di euro, di cui 3 miliardi soltanto per il 2022.

Oltre a questo, il cashback, spiegano fonti di Palazzo Chigi, “ha un carattere regressivo ed è destinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori”.

Secondo i primi dati raccolti sul bonus cashback, infatti, i maggiori utilizzatori sono stati gli abitanti del nord Italia, o comunque soggetti residenti in grandi città e con un reddito medio-alto. La misura, dunque, rischia di accentuare le disuguaglianze favorendo le famiglie più ricche.

Conte: Draghi mantenga gli impegni prese

Secondo la Stampa, una mediazione ormai sembrerebbe impossibile. I tecnici del governo avrebbero ipotizzato alcune modifiche in modo da rendere la misura meno costosa, come ad esempio l’introduzione di una soglia reddituale per poter partecipare al programma cashback, ma alla fine si starebbe seguendo la strada di una sua eliminazione definitiva.

L’ex premier e leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, non ci sta e, attraverso un recente post, ha dichiarato quanto segue:

“È il tempo di riattivare il cashback, una misura che può essere rivista ma è essenziale per contrastare l’evasione e incrementare i pagamenti digitali e quindi i consumi a beneficio dei negozi delle nostre città: il Politecnico di Milano nei primi sei mesi dell’anno ha registrato un più 41% di pagamenti digitali”.

 

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