Cashback e Lotteria degli Scontrini soltanto per piccoli acquisti, lo chiede la Corte dei Conti

Bisogna concentrare gli strumenti del Cashback e della “Lotteria degli Scontrini” solamente sugli acquisti di beni e servizi di modico valore.

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Bisogna concentrare gli strumenti del Cashback e della “Lotteria degli Scontrini” solamente sugli acquisti di beni e servizi di modico valore.

La Corte dei conti, in data 20 aprile 2021, ha pubblicato la “Memoria sul documento di economia e finanza 2021”. In questo documento, la Corte esprimere valutazioni in un quadro economico generale ancora condizionato dall’epidemia causata dal coronavirus e a pochi giorni dalla presentazione della versione definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinato a influenzare profondamente la politica di bilancio dei prossimi anni.
In questa Memoria, in particolare, la Corte dei Conti:

  • dà una valutazione del quadro macroeconomico proposto per il quadriennio 2021 – 2024;
  • offre alcune valutazioni sulle prospettive di fondamentali comparti del conto delle Pubbliche;
  • infine, conclude con brevi osservazioni.

In tale occasione, la stessa Corte si è anche espressa in merito all’introduzione del cosiddetto “programma cashless” ossia: cashback e lotteria degli scontrini. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Cashback e Lotteria degli Scontrini soltanto per gli acquisti di modico valore

La corte dei conti, si legge nella “Memoria sul documento di economia e finanza 2021”, condivide le finalità del “bonus cashback” e della “lotteria degli scontrini”: strumenti volti a incentivare i pagamenti elettronici nelle transazioni che interessano il consumatore finale.
Ad ogni modo, in attesa di poter disporre di dati analitici sui risultati finora conseguiti con il cashback e la lotteria degli scontrini, la stessa rileva l’esigenza di un loro miglioramento.
In particolare, viene chiesto di concentrare questi strumenti solamente sugli acquisti di beni e servizi di modico valore, per i quali sono più probabili fenomeni di occultamento.

Al contrario, “si potrebbe evitare la dispersione di risorse con l’incentivazione di operazioni in settori ove non si registrano significativi fenomeni di omessa contabilizzazione dei corrispettivi; o nei quali il pagamento mediante carte di debito o di credito è da tempo invalso nell’uso”.

 

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