Cashback e bancomat, niente commissioni Pos fino a 5 euro

Azzerate le commissioni fino a 5-10 euro sui pagamenti elettronici. Niente più scuse dei negozianti per non accettare bancomat e carte di credito.

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Azzerate le commissioni fino a 5-10 euro sui pagamenti elettronici. Niente più scuse dei negozianti per non accettare bancomat e carte di credito.

Niente commissioni fino a 5 euro per pagamenti con bancomat e carte di credito. Il circuito Pagobancomat ha annunciato di voler azzerare le commissioni per i micro pagamenti elettronici.

Non ci sono quindi più scuse per i commercianti che si rifiutano di accettare pagamenti con carte di debito o credito. Anche un caffè potrà essere pagato velocemente alla cassa (contactless) senza usare contanti.

Questo per consentire ai consumatori di partecipare alla campagna cashback, partita in via sperimentale l’8 dicembre, ma che diventerà definitiva dal 1 gennaio 2021. Quindi, bar, ristoranti, piccoli esercenti e botteghe dovranno accettare i bancomat anche per pochi euro senza mostrare cartelli che ne vietano l’utilizzo per importi minimi.

Stop commissioni bancomat fino a 5 euro

Come spiega a chiare lettere la società Pagobancomat:

dall’inizio del 2021, e fino al 31 dicembre 2023, le transazioni effettuate sul circuito PagoBancomat per pagamenti con importo fino a 5 euro saranno a zero commissioni, pagate dalle banche“.

Pagobancomat è  partecipata da 125 istituti italiani che gestisce l’80% delle transazioni con carta di debito per oltre 250 miliardi di valori annui pagati o prelevati agli sportelli. Nel circuito sono coinvolti oltre 35 milioni di italiani e 2 milioni di esercenti.

Il progetto di azzeramento delle commissioni avrà durata iniziale di 2 anni in linea con il piano caschless di Governo ed è “suscettibile ad ulteriore estensione“. L’obiettivo è promuovere i pagamenti con carta di debito anche per piccoli importi, “annullando le commissioni di circuito e interbancarie“.

Nexi rimborsa le commissioni bancomat agli esercenti

Anche Nexi ha deciso di azzerare le commissioni bancomat per piccoli importi di spesa. La PayTech italiana, che insieme alle banche partner serve 900.000 esercenti in Italia, estenderà fino alla fine del 2021 il rimborso sulle commissioni pagate dai merchant per i pagamenti con carte sotto i 10 euro.

L’iniziativa, che inizialmente doveva concludersi a fine 2020, verrà prorogata per altri 12 mesi con l’obiettivo di dare un ulteriore supporto agli esercenti del nostro Paese.

Si tratta di un vantaggio importante per gli esercenti” – segnala la società – “che si aggiunge alle agevolazioni previste da Nexi per i cittadini che vogliono accedere al CashBack di Stato. Da oggi, infatti, è possibile iscriversi al programma tramite le app di Nexi, Yap e Nexi Pay, senza bisogno di ulteriori registrazioni“.

Con Yap, inoltre, sono previsti fino a 200 euro di vantaggi aggiuntivi rispetto a quelli garantiti dal Governo. Mentre con Nexi Pay saranno considerati validi ai fini del cashback, da subito, anche gli acquisti fatti tramite Google Pay, Apple Pay, Samsung Pay.

Le commissioni sui pagamenti elettronici

Ma a quanto ammontano le commissioni sui Pos? E perché generalmente gli esercenti non vedono di buon occhio chi non paga in contanti, ma preferisce il bancomat? Generalmente le commissioni ammontano allo 0,2% dell’importo incassato con un minimo di 10-15 centesimi. Ma poi ci sono i costi di installazione e il canone mensile che sono variabili da banca a banca. Ovviamente per un supermercato che registra centinaia di pagamenti ogni giorno, l’impatto dei costi fissi bancari è irrilevante, mentre lo è di più per il piccolo esercente. Inoltre le banche tendono a concordare un livello di commissionale più basso per chi fa molte operazioni rispetto a chi ne fa poche nell’arco di un anno. ora però, grazie alla iniziativa cashback dello Stato le cose cambieranno.

Resta poi il fatto che l’utilizzo del contante si presta spesso a fenomeni di evasione fiscale. Cosa che avviene in maniera sistematica nei bar e nei ristoranti, più al Sud che al Nord Italia. Fenomeno questi tipicamente italiano e che non va di pari passo con altri paesi europei dove anche un caffè si può pagare con la carta di credito.

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