Cashback, Draghi: soldi sprecati, ma le banche sorridono

Per il premier Draghi, non stimati effetti significativi del cashback. L’esperimento di Conte è stato un fallimento.

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Fa ancora discutere lo stop del cashback annunciato da governo. Dal 1 luglio 2021 il rimborso sui pagamenti elettronici è sospeso, poi si vedrà. Ma è del tutto evidente che non sarà riproposto in seguito.

Il cashback, non ha funzionato per una serie di motivi e non ha sortito gli effetti auspicati dal governo Conte. Per giunta ha comportato maggiori oneri per le casse dello Stato dovendo rimborsare il 10% di ogni acquisto effettuato dai consumatori.

Cashback, soldi sprecati

Il premier Mario Draghi non ha dubbi su questo e ha fatto sapere che lo strumento del cashback andrà ripensato. Non c’è stato alcun vantaggio ai fini della lotta all’evasione fiscale.

A fronte degli effetti regressivi, dei costi e delle criticità applicative, non possono a tutt’oggi stimarsi effetti significativi sul gettito. Al contrario, è probabile che le transazioni elettroniche crescano per effetto del cashback soprattutto in settori già a bassa evasione, come la grande distribuzione organizzata“.

La campagna cashback, alla luce dei fatti, non è stata efficace laddove sarebbe servita. Cioè presso i piccoli esercenti o in aree periferiche e del Sud Italia dove l’uso del contante rimane profondamente radicato.

Pagamenti elettronici e lotta all’evasione

Anche la lotta all’evasione fiscale non è stata minimamente scalfita dall’iniziativa del cashback. L’incentivo a utilizzare maggiormente strumenti di pagamento elettronico ha favorito solo le banche penalizzando , invece, lo Stato, costretto a pagare per rimborsare gli sconti. Il premier ha sottolineato che

non esiste alcuna obiettiva evidenza della maggiore propensione all’utilizzo dei pagamenti elettronici da parte degli aderenti al programma. Quasi il 73% delle famiglie già spende tramite le carte più del plafond previsto dal provvedimento. Pertanto, la maggior parte potrebbe ricevere il massimo vantaggio anche senza intensificare l’uso delle carte”.

È invece improbabile che chi è privo di carte o attualmente le usa per un ammontare inferiore al plafond possa effettivamente raggiungerlo, perché la maggior parte di loro non può spendere quelle cifre“.

Il costo per lo Stato ammonta finora a 4,75 milioni di euro a fronte di benefici attesi del tutto insignificanti. Il costo dell’attuale quadro economico e sociale ha visto lo scorso anno 335.000 nuovi nuclei familiari e oltre 1 milione di persone in più entrare in povertà assoluta.

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