Cashback al bivio, niente Recovery ma si potrebbero trovare altre soluzioni

I quasi 5 miliardi necessari per finanziare il piano cashback potrebbero essere stanziati in futuro, con fondi nazionali.

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Il Cashback non rientra più tra le misure del piano italiano per il Next Generation Eu da 221 miliardi.
La misura, tanto cara al precedente governo a guida Giuseppe Conte e, in particolare, al movimento 5 Stelle, potrebbe venire eliminata già da giugno, subito dopo il primo semestre e i primi rimborsi del programma, ma non è ancora detta l’ultima parola. I quasi 5 miliardi necessari per finanziare il piano cashback potrebbero essere stanziati in futuro e con fondi nazionali.

Cashback sospeso a giugno?

Il Cashback di Stato, lo ricordiamo, consiste in un rimborso pari al 10% degli acquisti effettuati nei negozi fisici con mezzi di pagamento tracciabili.
Il programma si divide in periodi di sei mesi ciascuno, al termine dei quali è previsto il rimborso del cashback accumulato fino ad un massimo di 150 euro.
In particolare, i periodi di questa misura sono così suddivisi:

  • 1° Semestre, 1° gennaio 2021 – 30 giugno 2021;
  • 2° Semestre, 1° luglio 2021 – 31 dicembre 2021;
  • 3° Semestre, 1° gennaio 2022 – 30 giugno 2022.

La misura costa complessivamente circa 5 miliardi di euro. Somme che sarebbero dovute arrivare dal piano italiano per il Next Generation Eu da 221 miliardi.
Ad ogni modo, all’interno dell’ultima bozza del piano, non c’è più traccia del cashback. Quest’ultima misura, a dirla tutta, non ha mai trovato piena approvazione da parte dell’Europa.
Il cashback, dunque, potrebbe essere sospeso già da giugno, alla fine dei rimborsi del primo semestre (1° gennaio 2021 – 30 giugno 2021), ma non è detto.
Il Governo, infatti, potrebbe stanziare tali risorse ricorrendo a fondi nazionali. In quest’ultima ipotesi, la misura potrebbe trovare spazio nella prossima legge di Bilancio. Non ci resta che attendere.

 

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