Casalinga assunta come colf in casa del marito: si ottiene il diritto alla pensione?

“Posso farmi assumere come colf dai parenti?”. Fare da badante ad un familiare può essere considerato un lavoro subordinato?

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“Posso farmi assumere come colf dai parenti?”. Fare da badante ad un familiare può essere considerato un lavoro subordinato?

Si sa il lavoro della casalinga non prevede alcun riconoscimento economico: si pensi a quante donne ogni giorno sono costrette a prendersi cura della propria famiglia (figli, coniuge, genitori, etc.).

Rispondiamo ad un quesito e dubbio posto da numerose lettrici casalinghe:

“Posso farmi assumere come colf dai parenti?”.

In altre parole, fare da badante a un genitore o a un altro familiare può essere considerato un lavoro subordinato?

Colf per i parenti e familiari: posso farmi assumere?

Si possono pretendere contributi e Tfr se si fa da badante ai familiari e parenti?

Se una donna convive con un genitore o un altro parente disabile e si prende cura del familiare, può essere remunerata?

È possibile avere diritto a percepire uno stipendio e a maturare i requisiti necessari per avere diritto alla pensione? Nel fare da colf a parenti, posso farmi assumere?

A rispondere al quesito è la Cassazione con la Sentenza n. 30899/18 del 29.11.20. Nel caso di specie, una signora aveva lavorato per oltre quarant’anni al servizio del cognato che abitava insieme a lei ed al marito (suo fratello).

I due uomini si occupano dell’azienda di famiglia, mentre la donna, “sollevata dal lavoro in azienda”, si dedica al lavoro di casa.

La donna ha fatto causa al familiare disabile e, rivolgendosi al giudice, ha chiesto che fosse accertato il lavoro da lei prestato come quello di “dipendente”.

Pertanto, la donna chiede che le siano riconosciute le retribuzioni previste dai contratti collettivi, il Tfr, i contributi, le ferie non godute e il diritto a percepire l’assegno previdenziale.

La stessa Cassazione, prendendo in considerazione il caso di specie, ha sottolineato che tra persone legate da vincoli di parentela o affinità, le prestazioni lavorative svolte dall’uno in favore dell’altro si presumono sempre a titolo gratuito.

Rientra nella normalità che tra persone appartenenti alla stessa famiglia ci si aiuti l’un l’altro.

La prestazione resa in favore di un familiare si presume essere offerta con affetto: non può mai essere considerato un rapporto di lavoro o una prestazione “a titolo oneroso”.

Tuttavia, si può sempre dimostrare che possa essere concordata una retribuzione e possano essere siglati accordi diversi tra persone legate da vincoli di parentela.

La Suprema Corte individua due presupposti:

  • più è stretto il rapporto di parentela, tanto più è difficile dimostrare che vi è un rapporto di lavoro di subordinazione;
  • il vincolo di subordinazione può sussistere anche tra parenti e affini ma deve essere dimostrato da prove.

Pertanto, per superare la presunzione di gratuità, la donna che richiede l’accertamento del vincolo di subordinazione deve provare gli elementi tipici della subordinazione e l’onerosità della prestazione offerta ai familiari.

Pensione: posso farmi assumere come colf?

Nella generalità dei casi non è possibile farsi assumere da un familiare come colf o badante, ma è necessario che sussistano particolari condizioni perché il rapporto di subordinazione sia considerato valido.

Per quanto riguarda i coniugi, è possibile instaurare un contratto di lavoro domestico solo se il coniuge datore di lavoro fruisce dell’indennità di accompagnamento.

Per quanto concerne gli altri familiari entro il terzo grado, è possibile costituire un contratto di lavoro domestico.

 

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