Cartelle esattoriali fino a dicembre 2021, stop o accelerazione massiccia della riscossione?

Cartelle esattoriali fino a dicembre 2021, stop o accelerazione massiccia della riscossione? Dall’analisi flash del Centro studi di Unimpresa emergono dati interessanti. Ed anche preoccupanti.

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Cartelle esattoriali fino a dicembre 2021, stop o accelerazione massiccia della riscossione?

Per le cartelle esattoriali fino al mese di dicembre del 2021 arriverà un nuovo stop? Oppure ci sarà un’accelerazione massiccia della riscossione? In accordo con un rapporto di Unimpresa, infatti, per il 2021 l’Erario è al momento al di sotto degli obiettivi programmati. Proprio per gli incassi da riscossione.

Ed il tutto mentre, per le cartelle esattoriali fino a dicembre 2021, ci sono forze politiche, che attualmente appoggiano il Governo Draghi, che stanno continuando a chiedere un’ulteriore proroga. Riguardante proprio il blocco delle notifiche delle cartelle esattoriali. Alle famiglie ed alle imprese.

Cartelle esattoriali fino a dicembre 2021. Stop o accelerazione massiccia della riscossione?

Sulle cartelle esattoriali fino a dicembre 2021 ed oltre, in accordo con le stime di Unimpresa, il Governo italiano con la riscossione punta ad incassare ben 30 miliardi di euro nell’arco di tre anni.

In particolare, con un obiettivo di 7 miliardi e 180 milioni di euro di riscossione per il 2021, non è da escludere un pressing del Fisco. Proprio da qui a fine anno. E proprio sulle cartelle esattoriali fino al mese di dicembre del 2021.

In tal caso si andrebbero a penalizzare le famiglie e le imprese. Che stanno cercando di uscire a fatica dagli effetti economici negativi. Quelli legati alla pandemia di Covid-19. Così come, se tale scenario nelle prossime settimane fosse confermato, si andrebbe contro le attese e contro l’orientamento relativo all’invio delle cartelle non in maniera massiccia. Ma graduale.

Unimpresa sulla riscossione, circa 400 miliardi di euro sono difficilmente incassabili

In più, se si considerano le cartelle esattoriali vecchie, il 78% di queste è di importo inferiore alla soglia dei 1.000 euro. Sempre in accordo con un rapporto a cura di Unimpresa.

Le posizioni sotto i 1.000 euro, in particolare, sarebbero ben 178 milioni per un controvalore pari a ben 56 miliardi di euro che l’Erario è chiamato a recuperare, almeno sulla carta.

Perchè, sulle cartelle esattoriali fino a dicembre 2021 e non solo, Unimpresa stima che circa 400 miliardi di euro siano difficilmente incassabili. Su un totale complessivo da riscuotere che, alla fine del 2020, si è attestato a ben 999 miliardi che si sono accumulati negli anni.

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