Cartelle esattoriali e pace fiscale per tutti senza paletti, i debiti ledono la vita dei cittadini

Cartelle esattoriali e pace fiscale per tutti, la lettera di una lettrice.

di Angelina Tortora, pubblicato il
pace fiscale

Si parla tanto di Pace Fiscale, molti i cittadini che chiedono sia attuata senza vincoli. Dalle ultime  indiscrezioni, si prevede la possibilità di saldare il debito con il Fisco pagando una percentuale minima dell’importo della cartella Equitalia. Per chiudere la lite fiscale con il Fisco, il calcolo avverrà sulla base della specifica situazione economica del contribuente interessato dalla misura secondo tre scaglioni di aliquote: 6, 10 e 25%. Una specie di saldo a stralcio quindi il cui importo varierà in base al reddito, si terrà conto anche della situazione familiare e reddituale: eventuali figli minori a carico, immobili di proprietà e, ovviamente, situazione lavorativa, ecc. Non saranno ammessi alla pace fiscale contribuenti con debiti Equitalia che superano i 200 mila euro. Escluse anche le cartelle Equitalia successive al 2014.

Pace fiscale, rientrerà anche chi non ha pagato le rate della rottamazione?

La Lettera di Anna Flavia

Ci è pervenuta in redazione la lettera di una nostra lettrice, che ci chiede di pubblicarla sperando di sensibilizzare il problema comune a molti: Le inoltro anche la mail mandata veramente a Tutti. Naturalmente a tutt ‘oggi nessuna risposta. E se  Lei avesse più fortuna di me e riuscisse ad attirare l’attenzione di qualcuno? La ringrazio di nuovo per la Sua cortesia e mi scuso per averla disturbata ancora una volta. 

Gentile Onorevole,

Ho letto della sua interpellanza riferita alla “ pace fiscale” e mi appello a lei per riuscire ad avere un aiuto per questa vicenda che mi sta massacrando la vita.

Sono una donna  di 66 anni che è vissuta  vendendo il patrimonio di famiglia, a volte proprio per poter avere la liquidità necessaria per pagare le tasse che non ho mai evaso o eluso, non ho mai pesato sullo Stato, nessuno nella mia famiglia ha mai percepito una pensione e mi ritrovo ora a dover affrontare un problema per me insopportabile per colpa di coeredi che invece, per tutta la vita, hanno gestito il patrimonio comune in maniera a dir poco “opaca”.
L’unica mia colpa è quella di essermi fidata di uno zio che adoravo e che non ho mai sospettato essere quello che in effetti si è rivelato…

Questa vicenda è riferita ad un INVIM, tributo ormai abolito da quasi 20 anni e di un credito, vantato dall’Ufficio del Registro, di ca 90.000 euro, credito a me sconosciuto fino al momento della notifica della cartella.

Ed è sconvolgente come Equitalia PG, mio agente di riscossione, non comunichi con Equitalia Roma dove, per lo stesso tributo, sono state emesse altre tre cartelle esattoriali, facendomi apparire come l’unica “colpevole” della situazione quando io, all’epoca della vendita ero solamente la figlia di uno dei venditori…

Immagino ci saranno altri contribuenti in situazioni analoghe. Non possiamo essere considerati grandi evasori pur avendo debiti che superano i 200.000 euro…

La ringrazio con tutto il cuore e spero in un cortese cenno di risposta.

La richiesta di adesione alla Pace fiscale

Segue un’altra lettera con tutti i riferimenti di persone e cose, che non vi proponiamo in quanto dati coperti dalla privacy, evidenziamo la rischiesta della nostra lettrice:

Per quanto sopra esposto, sarei grata se le nuove norme relative alla ” pace fiscale” consentissero che la cartella esattoriale in questione, la quale superando € 100.000 viene considerata come grande evasione, quindi senza possibilità di beneficiare del provvedimento, potesse invece beneficiare dello stesso in considerazione che il debito dovrebbe essere diviso per tre poiché è riferibile a tre venditori-soggetti INVIM- debitori, ciò indipendentemente dal fatto che il pagamento viene richiesto all’erede in quanto coobbligato in solido.

Qualora ciò non fosse consentito (anche se è cosa giusta) si potrebbe ammettere al regime che sarà previsto per la pace fiscale quella parte del debito totale corrispondente all’importo che sarà consentito per la stessa.

Ove anche quanto sopra non fosse ammesso, sia almeno consentita una più lunga rateizzazione del debito “rottamato” affinché io possa chiudere questa angosciosa pendenza.

Raccontami la tua storia e se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Lettere, News Fisco, Cartella esattoriale, Rottamazione cartelle esattoriali

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