Cartella esattoriale pazza, ecco come chiedere la sospensione

Tutto sulla procedura da seguire per chiedere la sospensione della riscossione Equitalia in caso di cartella esattoriale pazza

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Tutto sulla procedura da seguire per chiedere la sospensione della riscossione Equitalia in caso di cartella esattoriale pazza

Sospendere la cartella esattoriale ricevuta da Equitalia, che si ritiene  di non dover pagare per vari motivi, è possibile seguendo una procedura precisa introdotta dalla legge di stabilità 2013. Di seguito vi spieghiamo passo dopo passo, chi può richiedere la sospensione, per quali motivi e come.

Cartella esattoriale pazza: ecco perchè                      

 A chi non è capitato di ricevere una cartella Equitalia a sorpresa? Ad esempio per un debito già estinto o non dovuto.

La classica cartella pazza per intenderci che fa perdere molto tempo al contribuente che deve “discolparsi” agli occhi del Fisco per non dover pagare di più o ripetere un pagamento già effettuato.

Sospensione cartella esattoriale: quando è possibile

Ebbene ci sono dei casi specifici in cui si può chiedere la sospensione ad Equitalia e quindi quando definire la cartella esattoriale “pazza”. In particolare vi è la sospensione immediata dell’attività di riscossione Equitalia, quando le somme richieste nella cartella esattoriale recapitata al malcapitato contribuente siano interessate da:

  • prescrizione o decadenza del credito, prima della formazione del ruolo;
  • provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;
  • sospensione amministrativa (dell’ente creditore) o giudiziale;
  • sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;
  • un pagamento effettuato, prima della formazione del ruolo;
  • qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito.

Richiesta di sospensione cartella esattoriale: come fare

 Una volta verificata la presenza di una di queste condizioni per la cartella esattoriale ricevuta, il contribuente deve fare un’apposita dichiarazione che deve essere presentata entro 90 giorni dalla ricezione della cartella di pagamento, insieme alla  documentazione che giustifica la richiesta  di sospensione della riscossione ( come ad esempio la ricevuta di pagamento, provvedimento di sgravio, sentenza, ect) e da un documento di riconoscimento.

 

Dichiarazione sospensione riscossione: i modelli

La dichiarazione deve essere presentata sulla base di specifici modelli, diversi a seconda che la richiesta di sospensione della riscossione sia indirizzata ad Equitalia Nord, Centro e Sud. 

Tali modelli devono essere  presentati direttamente ad uno sportello Equitalia, o via fax o raccomanda A/R.

 

 

 

 

Ecco i modelli:

 

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Cosa succede dopo aver inviato la dichiarazione?

Saranno esclusivamente gli enti creditori, titolari delle somme richieste, a dover verificare la regolarità della documentazione fornita dal contribuente e comunicare l’esito, positivo o negativo, delle verifiche sia al cittadino sia a Equitalia, alla quale dovrà anche essere inviato l’eventuale provvedimento di sospensione/sgravio/annullamento del debito. In caso di documentazione inidonea, l’ente informerà Equitalia per la ripresa dell’attività di riscossione. Se dopo o 220 giorni dalla presentazione della domanda, l’ente creditore non invia le comunicazioni descritte sopra, le somme contestate vengono annullate di diritto

 

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