Carta docente, bonus nello stipendio: che cosa potrebbe cambiare

Il Miur starebbe valutando se modificare il bonus in quanto molti docenti di ruolo, invece che spendere la Carta Docenti per frequentare corsi di formazione, ne usufruirebbero per tablet o pc portatili.

di , pubblicato il
Il Miur starebbe valutando se modificare il bonus in quanto molti docenti di ruolo, invece che spendere la Carta Docenti per frequentare corsi di formazione, ne usufruirebbero per tablet o pc portatili.

Circolano sempre di più le voci sulla Carta Docente, il bonus che dovrebbe servire all’aggiornamento professionale da inserire direttamente nello stipendio. I famosi 500 euro annui potrebbero finire direttamente nella busta paga. 

Bonus nello stipendio?

Come riporta il sito tecnicadellascuola.it, infatti, il Miur starebbe valutando mettere mano nel famoso bonus, alla luce del fatto che molti docenti di ruolo, invece che spendere la Carta Docenti per  frequentare corsi di formazione accreditati Miur, ne usufruirebbero per acquistare tablet o pc portatili. La Carta Docente era stata introdotta con la Legge 107 del 2015 ma se il Miur decidesse di rivedere qualcosa ci potrebbero essere alcune conseguenze. Ad esempio la tassazione della quota, che potrebbe cambiare qualora il bonus finisse nella busta paga visto che andrebbe basato sul proprio scaglione fiscale. C’è anche da dire che l’approdo del bonus nello stipendio potrebbe comportare una platea maggiorata di fruitori. Va detto, infatti, che ad oggi il bonus è destinato agli insegnanti di ruolo. In sostanza quei 370 milioni di euro potrebbero venir divisi anche tra precari e personale Ata. Per quanto riguarda il possibile aumento, comunque, si parla di 75 euro lordi in busta paga.

Le parole del ministro

Come riporta ancora il sito tecnicadellascuola.it, bisogna anche considerare che il tema della formazione del personale è primario. Lo ha sottolineato anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Ai microfoni di Radio Rai, la ministra parlando poi dei precari aveva detto che “Quota 100 ha liberato dei posti e sto lavorando perché i 9000 posti che non erano stati dati di ruolo possano essere dati subito. Il ministero dell’Istruzione ha vissuto di emergenze. Non è mai stata fatta una degna programmazione di quanti andavano in pensione, su quali classi di concorso, nè  dove. Solo facendola si possono programmare concorsi biennali. Non e’ normale avere 1 precario su 5”.

Leggi anche: Scuola e bonus Renzi: ecco come cambiano gli stipendi

Argomenti: , ,