Carburanti: crollo delle entrate per accise nel 2020

Meno 4 miliardi di gettito accise sui carburanti nel 2020 a causa degli effetti del lockdown. E il governo pensa di aumentare le tasse sul diesel.

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Meno 4 miliardi di gettito accise sui carburanti nel 2020 a causa degli effetti del lockdown. E il governo pensa di aumentare le tasse sul diesel.

Per effetto del crollo dei consumi, il gettito delle accise sui carburanti nel 2020 sarà inferiore di circa 4 miliardi rispetto al 2019. Lo stima l’Unione Petrolifera precisando che a questi si aggiungono almeno altri 2 miliardi di Iva per la sola parte sulle accise.

Un buco enorme sulle previsioni delle entrate fiscali per l’erario e che deve far riflettere. Le intenzioni del governo sono infatti quelle di innalzare le accise per il disesel a partire dal prossimo anno. Equiparando così il costo della benzina a quello del gasolio da trazione.

Al momento, la differenza di accisa fra diesel e benzina è di 11,1 centesimi al litro. Eliminando questo vantaggio per il gasolio si arriverebbe a parificare il prelievo fiscale a 72,84 centesimi al litro per entrambi i tipi di carburante. Con il risultato finale di un prezzo alla pompa più alto per il gasolio rispetto alla benzina, per via del maggior costo industriale.

Pressione fiscale carburanti alle stelle

Ma la pressione fiscale su benzina e diesel in Italia è già molto elevata. Come sostiene l’Unione Petrolifera

“complessivamente gli automobilisti italiani continuano a pagare nel 2020 un extracosto fiscale di oltre 4 miliardi di euro rispetto ai consumatori dell’area euro”.

I prezzi dei carburanti, al netto delle tasse, sono curiosamente inferiori alla media dell’area euro. Il maggior costo alla pompa per gli automobilisti italiani, però, è interamente dovuto alla componente fiscale. Il maggior onere fiscale è ora pari a 11 centesimi euro al litro per la benzina e 14,6 centesimi per il gasolio.

Carburanti, settore vessato, necessaria riforma fisco

A protestare non sono solo le imprese di autotrasporto che temono un rincaro del prezzo carburanti che alla fine ricadrà sui consumatori finali.

Ma anche il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervenendo all’assemblea annuale dell’Unione Petrolifera: 

“nel percorso per la de-carbonizzazione al 2030 sarà necessaria una profonda riforma della fiscalità energetica, eliminando le attuali distorsioni che vedono il mercato e il settore dei carburanti vessati pesantemente per finalità più vicine alla gestione del bilancio dello Stato che alla salvaguardia dell’ambiente“.

Ma il diesel inquina davvero più della benzina?

Secondo Altroconsumo i motori diesel moderni inquinano meno di quelli a benzina. L’associazione di consumatori italiana, che fa parte del pool di quelle che hanno effettuato test sulle emissioni di inquinanti e CO2 di alcune auto attualmente in vendita, ha dimostrato che la situazione tra diesel e benzina è risultata quasi ribaltata. Emerge che oggi un buon motore diesel inquina meno di un equivalente a benzina.

Le vetture ibride, invece, risultano migliori solo se usate in città. Mentre sui percorsi extraurbani inquinano quanto un’auto a benzina. visto che l’apporto del motore elettrico diventa trascurabile. A conferma di quanto ci si poteva ragionevolmente aspettare e a smentita delle dichiarazioni di molti costruttori, portati a magnificare questa tecnologia (l’unica “ecologica” che hanno a portata di mano) senza fare distinzioni per modalità d’impiego.

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