Cani e gatti non più pignorabili: requisiti degli animali domestici per cui vige il divieto

Ecco quali sono gli animali che, secondo la legge 221 del 28/12/15, non sono pignorabili in caso di debiti.

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Ecco quali sono gli animali che, secondo la legge 221 del 28/12/15, non sono pignorabili in caso di debiti.

Con l’entrata in vigore della legge 221 del 28 dicembre 2015, pubblicata in GU lo scorso 18 gennaio, gli animali domestici sono inseriti tra i beni mobili per cui vige il divieto di pignoramento.   Cani e gatti, quindi, d’ora in poi non saranno pignorabili e a comunicarlo è una nota dell’Associazione amici veri, un’associazione che tutela, appunto, gli animali domestici.   Impignorabili sono tutti gli animali di affezione, di compagnia che vivono nella casa del debitore o in altri luoghi che gli appartengano e detenuti senza scopo di lucro, commerciale o alimentare.

Sono impignorabili anche gli animali impiegati a fini terapeutici o di assistenza. [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Gli animali domestici non possono essere pignorati.[/tweet_box] Quali sono le definizioni per capire se un animale rientra i meno in queste due categorie impignorabili? In base alla legge quadro che regolamenta gli animali di affezione rientrerebbero in questa categoria soltanto

  • Cani e gatti
  • Furetti
  • Animali invertebrati
  • Animali acquatici ornamentali
  • Anfibi
  • Rettili
  • Uccelli
  • Mammiferi quali roditori e conigli non destinati alla produzione alimentare

Ma secondo l’Accordo del 2 febbraio 2003 tra minsalute e Regioni sono definiti animali da compagnia tutti quelli tenuti dall’uomo per compagnia e affezione senza fini produttivi o alimentare (compresi, quindi, quelli che svolgono le attività utili all’uomo, come ad esempio cani per disabili, animali per pet-therapy e animali impiegati nella pubblicità. Non vengono considerati da compagnia gli animali selvatici.

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