Call Center: torna la cassa integrazione in deroga per il 2019

Cassa Integrazione in deroga per call center nel 2019. Inps e Ministero del lavoro hanno disciplinato le modalità di accesso al beneficio economico.

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Cassa Integrazione in deroga per call center nel 2019. Inps e Ministero del lavoro hanno disciplinato le modalità di accesso al beneficio economico.

E’ stata rinnovata per il 2019 la cassa integrazione in deroga per i call center. L’Inps, con messaggio n. 3058 del 2019 e il Ministero del Lavoro con la circolare numero 8, sempre del 2019, hanno disciplinato quanto già previsto dalla normativa derivante dalla legge di conversione del DL n. 4 2019. Misure che interessano in particolare i dipendenti della società Almaviva.

Le aziende interessate alla Cig

Più precisamente, i lavoratori delle aziende con più di 50 dipendenti, ivi compresi gli apprendisti, ma esclusi i dirigenti e lavoratori a domicilio, hanno diritto per l’anno in corso all’indennità di cassa integrazione straordinaria per 12 mesi, qualora la ditta si trovi in crisi e sia costretta a sospendere l’attività di fornitura servizi per call center. La cassa integrazione in deroga, già prevista per gli anni dal 2015 al 2017, è stata quindi riproposta per il 2019, ma solo per quest’anno.

La cassa integrazione in deroga

L’Inps ha quindi stanziato un budget di 20 milioni di euro a favore di quei dipendenti assunti con contratto di lavoro subordinato presso call center che abbiano maturato almeno 90 giorni di effettivo lavoro dalla data di presentazione della domanda. Il beneficio è pari al trattamento massimo d’integrazione salariale straordinaria, per la durata di 12 mesi, con il riconoscimento della contribuzione figurativa ai fini del diritto e della misura della futura pensione.

Lo stato di crisi aziendale

L’indennità di cassa integrazione può essere concessa solo dai call center che rientrano nelle imprese qualificate dall’art. 2082 del codice civile. Il requisito indispensabile è quello della sussistenza di uno stato di crisi aziendale che comporti la riduzione dell’attività lavorativa. Tale crisi – secondo le indicazioni del Ministero del Lavoro – deve essere valutata sulla base degli indicatori economici e finanziari riguardanti il biennio precedente.

L’azienda deve altresì presentare una relazione tecnica, contenente le motivazioni a supporto dello stato di crisi. Inoltre, deve essere verificato, in via generale, anche il ridimensionamento o quantomeno la stabilità dell’organico aziendale nel biennio precedente compresa l’assenza di nuove assunzioni.

La domanda di Cig 

L’ammissione al trattamento in cassa integrazione per i dipendenti è subordinato alla sottoscrizione di un accordo in sede di governo presso la direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali. In seguito l’azienda dovrà presentare domanda per la concessione alla Cig alla direzione generale ammortizzatori sociali e formazione del Ministero del Lavoro. La richiesta dovrà essere corredata dal verbale di accordo governativo e dall’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o dalle riduzioni di orario. La concessione dell’indennità avviene con decreto del ministero del lavoro per tutto l’intero periodo richiesto.

Il pagamento della Cig

Una volta espletate le procedure burocratiche, i singoli lavoratori interessati potranno quindi beneficiare del trattamento di Cig per un massimo di 12 mesi. L’indennità potrà essere erogata dall’Inps anche durante 2020 purché l’accordo governativo venga siglato quest’anno e l’erogazione dell’indennità inizi nel 2019. Il pagamento potrà essere erogato direttamente dall’Inps o tramite l’azienda che riconoscerà le spettanze in busta paga al lavoratore, procedura quest’ultima che normalmente viene adottata nel caso di riduzione di orario di lavoro

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