Calcolo pensione: rischio uscita a 73 anni per chi ha 40 anni oggi

Pensione futura: rischio di uscita oltre i 70 anni per chi oggi ne ha 40. Possibili scenari.

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Pensione futura: rischio di uscita oltre i 70 anni per chi oggi ne ha 40. Possibili scenari.

Il calcolo della pensione per i 40enni di oggi potrebbe non essere roseo, non solo per quanto riguarda l’importo ma anche relativamente all’età di uscita. Chi infatti ha iniziato a lavorare dopo il 1996 rientra nel sistema contributivo puro e rischia di non andare in pensione prima del compimento dei 73 anni. Lo scenario è quello che emerge dallo studio della Cgil.

Tempo di preoccuparsi?

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Quando andrà in pensione chi oggi ha 40 anni?

Difficile fare una stima esatta per chi oggi ha 40 anni o poco più sull’età della pensione e l’importo dell’assegno. Ci sono infatti anche fattori personali e variabili che potrebbero incidere in un senso o nell’altro. Se ad esempio il lavoro è con contratto part time si intuisce che la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente.

Nel 2035, prevede l’analisi del sindacato, per andare in pensione prima dei 70 anni, o più esattamente a 69, saranno necessari come minimo 20 anni di contributi versati. Questo servirà a garantire una pensione di importo non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (che corrisponde a 687 euro in base ai valori 2019). Sempre nel 2035, chi invece vorrà andare in pensione a 66 anni, dovrà poter contare su un montante contributivo minimo di 20 anni per avere diritto ad una pensione di importo non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale (cioè circa 1282 euro ex valori 2019). Infine, sempre seguendo le proiezioni fatte dal sindacato, chi ha iniziato a lavorare nel 1996 a 24 anni con uno stipendio annuo di 10.000 euro e un contratto part time, se ha avuto un “anno di buco ogni tre lavorati”, rischia di veder slittare l’accesso alla pensione rispetto all’età prevista per legge, potendo uscire non prima dei 73 anni.

L’analisi del sindacato ha anche sottolineato che esistano categorie di lavoratori particolarmente a rischio: una colf che ha iniziato a lavorare nel 2014 all’età di 30 anni e con un reddito medio sotto gli 8.000 euro l’anno, ad esempio, non potrà andare in pensione  prima del 2057, ovvero a 73 anni, dopo 43 anni di lavoro (e con un assegno che si aggirerà intorno ai 265 euro al mese).

Ricordiamo in merito ai contributi pensione anche che 45 anni di versamenti (44 per le donne) danno diritto, a prescindere dall’età anagrafica, alla pensione anticipata.

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