Calcolo pensione: non contano i redditi penalizzanti durante la finestra

Il calcolo della pensione non può essere penalizzato da eventuali redditi relativi al periodo della finestra, neppure per autonomi, commercianti e artigiani. Sul punto è intervenuta di recente la Corte Costituzionale con il dispositivo numero 177/2019. 

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Il calcolo della pensione non può essere penalizzato da eventuali redditi relativi al periodo della finestra, neppure per autonomi, commercianti e artigiani. Sul punto è intervenuta di recente la Corte Costituzionale con il dispositivo numero 177/2019. 

Il calcolo della pensione non può essere penalizzato da eventuali redditi relativi al periodo della finestra, neppure per autonomi, commercianti e artigiani. Sul punto è intervenuta di recente la Corte Costituzionale con il dispositivo numero 177/2019.

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Già lo scorso anno la Corte Costituzionale aveva esteso anche ai lavoratori autonomi la possibilità di sterilizzazione delle retribuzioni pensionabili acquisite dopo la maturazione del diritto alla pensione nel caso in cui queste avessero comportato una riduzione della rendita pensionistica (con riferimento in particolare alla quota A e B dell’assegno pensionistico).

Si veda a tal proposito la sentenza numero 173 del 2018. Con tale dispositivo era stato affermato in giurisprudenza un principio fino ad allora applicato solo per i lavoratori dipendenti.

Il caso di specie riguardava un artigiano che aveva subito la riduzione del trattamento pensionistico a causa di alcune settimane lavorative durante la finestra intercorrente tra la maturazione dei requisiti per la pensione e la prima decorrenza della prestazione. In particolare l’uomo aveva raggiunto il 30 novembre 2011 il diritto a pensione con la massima anzianità contributiva (ai tempi fissata a 2080 settimane) e dunque, in applicazione dell’articolo 12 del DL 78/2010 convertito dalla legge 122/2010, la pensione gli era stata liquidata dal 1° giugno 2013 trascorsi i 18 mesi dal perfezionamento del requisito contributivo.

Nel caso di specie, in pratica, lo slittamento del periodo di decorrenza rispetto a quello di maturazione dei requisiti (dunque la previsione della finestra temporale) avrebbe, di fatto, causato una riduzione della rendita, con conseguente lesione dei principi della Carta Fondamentale che non ammettono la svalutazione della rendita una volta perfezionato il diritto alla pensione. I giudici hanno chiarito che “l’intervenuto riconoscimento dell’operatività del principio di “neutralizzazione” anche per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’INPS ne consente dunque l’applicazione allo specifico caso in esame, così risolvendo i dubbi di legittimità prospettati dal rimettente”.

Ciò significa che anche per la tutela dell’importo pensione autonomi dal rischio di riduzione dei redditi intervenuti tra il momento della maturazione del diritto alla pensione e la prima data utile per la sua decorrenza, si riconosce il principio di neutralizzazione.

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