Calcolo pensione futura e integrazione: perché i giovani non possono fidarsi della busta arancione

Regole per per il calcolo pensione di giovani e meno giovani: perché non fidarsi della busta arancione e come integrare l'assegno

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Regole per per il calcolo pensione di giovani e meno giovani: perché non fidarsi della busta arancione e come integrare l'assegno

I giovani, e meno giovani, lavoratori di oggi possono fidarsi del calcolo della pensione futura che emerge dalla busta arancione? A ben vedere purtroppo la simulazione pensione fatta dall’Inps, sebbene non incoraggiante, è, secondo il parere di alcuni esperti, perfino troppo ottimistica perché non tiene conto di alcune variabili (alcune esterne e imprevedibili e altre dipendenti dal lavoratore e le sue scelte professionali) che possono incidere negativamente sull’importo della pensione stessa. Vediamole insieme e cerchiamo di capire in che modo è possibile integrare l’assegno mensile se la pensione è troppo bassa.

Pensione futura: la busta arancione e cosa manca nel calcolo

Quella contenuta nella busta arancione è una simulazione pensione basata sui contributi versati e ipotizzando una carriera lavorativa continuativa. E’ chiaro che, più il soggetto di riferimento è giovane e maggiore è il rischio che invece non tutto vada sempre liscio e che vi siano buchi lavorativi. Altri scenari pessimistici riguardano poi fattori economici e politici esterni che si ripercuotono sull’importo della pensione, ad esempio cali nel Pil. E così il diritto alla pensionamento rischia di spostarsi in avanti inesorabilmente e per importi bassi. Come garantirsi un futuro più sereno?

Pensione futura 30enne di oggi: previsione busta arancione e calcolo realistico

Facciamo un esempio pratico: secondo la simulazione Inps un dipendente trentenne che abbia cominciato a lavorare a venti e abbia oggi una retribuzione di milleduecento euro netti al mese godrà di una pensione futura di 1.387 euro al mese, o di 1.319 se donna. Eppure al verificarsi delle variabili viste sopra l’importo potrebbe ridursi fino al 40%. Prendere più di 1300 euro di pensione e doversi accontentare di 779 euro non è proprio la stessa cosa no?

Pensione integrativa: quando pensarci?

A 30 anni non sempre ci si preoccupa della pensione futura e invece la pensione integrativa è una via per ovviare (o almeno provare a compensare) il problema di un assegno basso solo a patto che ci si pensi per tempo.

Quanto costa un piano previdenziale? Per ottenere cento euro in più sulla pensione futura, un lavoratore giovane dovrà accantonare tra i 20 e i 40 euro al mese perché potrà contare sui rendimenti nel tempo. Chi ha superato i 50 anni invece potrebbe trovarsi a dover versare anche più dei 100 euro che intende garantirsi una volta smesso di lavorare e quindi è evidente che, in questo caso, la convenienza dei fondi di investimento per la pensione integrativa può essere messa in discussione.

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