Calcio in TV, la beffa al 90° minuto: Sky fa vedere 7 partite al prezzo di 10: istruzioni per rimborsi

Ecco come chiedere rimborsi ed indennizzi per i clienti Sky.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Ecco come chiedere rimborsi ed indennizzi per i clienti Sky.

Firenze 22 ottobre 2018. Fino a pochi mesi fa, chi acquistava su Sky il pacchetto Calcio poteva vedere tutte le partite di serie A e B. Dall’inizio del  campionato 2018/2019, il prezzo del servizio è rimasto invariato ma le partite offerte sono sensibilmente diminuite: solo 7 su 10 di serie A e nessuna partita di serie B. Il tifoso che voglia seguire l’intero campionato adesso dovrà acquistare le restanti 3 partite e la serie B tramite Dazn, piattaforma televisiva online appena approdata sul mercato italiano.

Fin qui nulla da recriminare. E’ il mercato, bellezza!

Sky però non ha avvisato – come il Codice delle comunicazioni elettroniche impone – i propri abbonati della modifica contrattuale peggiorativa e della possibilità di recedere senza penali, costi di disattivazione, restituzione degli sconti.

Una modifica al 90° minuto sulla quale è già intervenuta l’Antitrust aprendo un procedimento per pratica commerciale scorretta ma, quando anche arrivasse l’auspicata condanna, la multa – massimo 5 milioni di euro – sarebbe comunque risibile rispetto al fatturato della società e non avrebbe alcun riscontro concreto per gli utenti, comunque costretti a pagare due volte (sia Sky che Dazn) per vedere l’intero campionato di calcio.

Sky lo sa bene, forte anche del fatto che in realtà la class action in Italia non esiste per quanto è costosa e tortuosa la procedura; prova ne è il comportamento contrattuale tenuto finora:
non ha informato gli acquirenti del pacchetto Calcio delle modifiche contrattuali apportate;
non ha informato gli acquirenti della possibilità di recedere gratuitamente dal contratto entro 30 giorni senza il pagamento di penali per recesso anticipato;
non aveva nemmeno inserito queste informazioni nelle Condizioni generali di abbonamento: quelle pubblicate attualmente sul sito di Sky contengono tutte le informazioni di legge ma sono in vigore solo dal 1 ottobre 2018. Le condizioni generali di contratto previgenti invece (doc in pdf link) illegittimamente prevedevano che – anche in caso di modifiche peggiorative del contratto – il cliente avrebbe comunque dovuto pagare penali e costi di disdetta;
non ha specificato (ancora oggi) nella Carta dei Servizi che, in caso di modifica contrattuale, il recesso è gratuito. L’ovvia conseguenza è che il cliente che viene a conoscenza della modifica contrattuale è indebitamente ed erroneamente indotto a non recedere dal contratto, sul quale c’è scritto che dovrà comunque pagare le penali;
ha inviato ai suoi clienti una mail “beffa” (doc in pdf link) in cui, anziché dare le informazioni su come recedere gratuitamente, promuove Dazn:

“Ciao XXX, l’attesa è finita: da oggi puoi acquistare i ticket Dazn a condizioni dedicate per i clienti Sky. Così, oltre a tutte le partite trasmesse in esclusiva su Sky, potrai vedere anche gli altri 3 match di Serie A per ogni turno, tutta la serie B e tutti gli eventi Dazn disponibili […] Vivi a pieno questa nuova stagione di grande calcio, per te i ticket Dazn a un prezzo dedicato con oltre il 30% di sconto”.

Cosa può fare allora il consumatore cliente di Sky?

Visto che ancora oggi Sky non ha fatto – ai singoli clienti – alcuna comunicazione di modifica delle condizioni contrattuali, il consumatore può pretendere di vedere tutte le partite, oppure può chiedere la riduzione del prezzo e il pagamento da parte di Sky di un indennizzo per erogazione parziale dei servizi.

Abbiamo predisposto un modello di raccomandata AR (o PEC) di messa in mora che i consumatori possono compilare con i propri dati inviare a Sky per chiedere restituzioni e indennizzi.

In caso di risposta negativa o di mancata risposta, si può attivare – gratuitamente – il tentativo di conciliazione davanti al Corecom della propria regione, chiedendo – nel caso in cui Sky non abbia risposto – anche la corresponsione di un indennizzo per mancata risposta al reclamo.
Se anche il tentativo di conciliazione fallisse, il consumatore potrà  chiedere – sempre gratuitamente – al Corecom di definire la controversia condannando Sky a restituire le somme indebitamente riscosse per i servizi non usufruiti nella misura del 30% dell’importo corrisposto per il pacchetto Sky Calcio e a pagare gli indennizzi previsti dalla legge.
Chi invece, non più interessato al contratto Sky in ragione delle modifiche contrattuali sopravvenute, intendesse recedere gratuitamente dal contratto potrà farlo inviando compilando e inviando questo modello di raccomandata AR (o PEC) di comunicazione di recesso

Emmanuela Bertucci, legale Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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Argomenti: Diritto amministrativo, Rimborsi Fiscali