Cala la speranza di vita, in pensione a 67 anni fino al 2026?

Secondo la Ragioneria Generale dello Stato, l’età pensionabile a 67 anni potrebbe restare congelata fino al 2026.

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Secondo la Ragioneria Generale dello Stato, l’età pensionabile a 67 anni potrebbe restare congelata fino al 2026.

Cala la speranza di vita a causa del covid e l’età pensionabile resta ferma a 67 anni. Fino al 2024, poi si vedrà in base all’andamento della vita media della popolazione.

Come noto, in base alla riforma Fornero, l’età pensionabile degli italiani è agganciata alla speranza di vita che, però, è calata. La pandemia ha arrestato l’incremento e quindi l’aumento dell’età si è fermato.

Età della pensione ferma fino al 2026?

Come certificato dall’Istat, la pandemia ha ridotto la speranze di vita degli italiani di 1,2 anni. Per una vita media che oggi si attesta intorno agli 82 anni (79,7 per gli uomini e 84,4 per le donne).

Cosa significa questo per le pensioni? Posto che l’adeguamento dell’età per lasciare il lavoro avviene ogni due anni, per il biennio 2023-24 l’età pensionabile non crescerà. Il meccanismo di aggiornamento, però, non prevede un arretramento, ma soltanto uno stop all’aumento.

Dal 2025, poi, la corsa al rialzo riprenderà di tre mesi ogni due anni. Ma in base al 22esimo rapporto della Ragioneria Generale dello Stato sull’andamento della spesa pensionistica lo stop potrebbe durare fino al 2026.

A causa dell’incremento della mortalità per via della pandemia in corso, la speranza di vita potrebbe non aumentare più per almeno 4 anni. Pertanto l’età pensionabile potrebbe restare ferma a 67 anni per molto tempo ancora.

Aumenti congelati anche per le uscite anticipate

Fino al 2026 resteranno ferme anche le pensioni anticipate. L’uscita a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età, resterà così.

Il congelamento dell’anzianità contributiva, in questo caso, non è dovuta al calo della speranza di vita, ma a uno specifico provvedimento legislativo contenuto nella legge di bilancio 2017 che ha bloccato i pensionamenti anticipati fino alla fine del 2026.

Stesso discorso per le pensioni anticipate riservate ai lavoratori precoci. La legge di bilancio 2019 ha stoppato gli adeguamenti (cinque mesi ogni due anni) fino alla fine del 2026. I precoci, quindi, potranno continuare ad andare in pensione con 41 anni di contributi versati indipendentemente dall’età.

In definitiva, quindi, per i prossimi 4 anni nulla dovrebbe cambiare per andare in pensione con i requisiti previsti dalla Fornero.

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