Busta arancione pensione: tutto quel che c’è da sapere sul contenuto

Come leggere la busta arancione che l'Inps sta inviando ai lavoratori per la simulazione della futura pensione.

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Come leggere la busta arancione che l'Inps sta inviando ai lavoratori per la simulazione della futura pensione.

Dal 26 aprile l’INPS ha iniziato l’invio delle buste arancioni alle centinaia di migliaia di lavoratori italiani per conoscere la propria storia contributiva e per avere un’idea di quella che sarà la pensione futura.   In questa prima fase la busta arancione è stata inviata ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti tra cui rientrano anche i lavoratori domestici, quelli autonomi e quelli iscritti alle gestioni speciali. Nei prossimi mesi l’istituto provvedere alla spedizione della busta arancione anche ai lavoratori iscritti alla gestione ferrovieri e agli altri fondi speciali. I lavoratori del pubblico impiego, invece, dovranno aspettare a causa della necessità di ricostruzione della carriera lavorativa nel tempo gestita dall’ente pubblico di appartenenza.  

Cosa è indicato nella busta arancione?

La busta arancione indica prevalentemente 4 parametri che sono:

  • l’ipotetica data di pensionamento secondo le norme vigenti
  • la stima mensile dell’ammontare lordo dell’assegno che si percepirà come pensione
  • la stima dell’ultima retribuzione prima della pensione
  • il tasso di sostituzione, ovvero il rapporto tra l’ultima retribuzione e la pensione mensile per dare modo al lavoratore di farsi un’idea del tenore di vita che potrà fare da pensionato.

Nelle prossime pagine vedremo a cosa serve la busta arancione e come leggerne il contenuto.  

Busta arancione a cosa serve?

L’iniziativa dell’Inps serve a rendere consapevoli i lavoratori sul proprio futuro previdenziale anche se i valori indicati nella busta arancione non sono attendibili al 100% poichè sarebbe impossibile fare una stima di previsione accurata sulla pensione che si andrà a percepire non conoscendo quella che sarà la vita lavorativa della persona nel prossimo futuro.

Tanto più si è vicini all’età pensionabile tanto più i dati forniti dall’INPS possono essere considerati attendibili, più lontano è il periodo del pensionamento più si corre il rischio di riscontrare errori nella previsione dell’INPS. Proprio per questo, con il passare del tempo, il lavoratore dovrà provvedere a verificare la propria posizione previdenziale nel tempo.   Le variabili in gioco nella previsione della pensione futura sono moltissime: prima fra tutte, come abbiamo già accennato la posizione lavorativa e retributiva del lavoratore che andrà incidere sull’entità della pensione futura. Ma ad incidere sarà anche il PIL italiano a cui è ancora l’importo della futura pensione.   Anche la stima sulla presunta uscita dal mondo del lavoro potrebbe presentare errori poichè i requisiti della pensione di vecchiaia e per quella anticipata sono ancora alla speranza di vita che dopo il 2019 è incerto. Gli unici che possono fare affidamento sulle stime degll’INPS sono i nati negli anni 50 che stanno per raggiungere l’età pensionabile. Nella prossima pagina illustreremo come leggere la busta arancione e le quattro parti di cui è composta.  

Come leggere la busta arancione

La busta arancione è divisa in 4 parti. Busta arancione: consigli per leggerla senza errori Nella prima parte viene illustrato il servizio reso al cittadino fornendo, al tempo stesso, le modalità di richiedere le credenziali per poter accedere al simulatore online dell’INPS “la mia pensione”. Nella seconda parte busta arancione si illustra la previsione della futura pensione con un calcolo che tiene conto della normativa vigente e si basa su:

  • andamento dell’economia italiana
  • età anagrafica del lavoratore
  • storia lavorativa
  • dinamica delle retribuzioni del lavoratore

A questo punto viene fatta una previsione, sempre in questa parte del documento, della decorrenza, dell’importo lordo previsto per la pensione, dell’ultima retribuzione prima del pensionamento de del tasso di sostituzione lordo e netto. Nella terza parte del documento contenuto nella busta arancione viene inserito l’estratto conto contributivo utile ai fini della pensione con i contributi accreditati nel regime generale. Questo prospetto dei contributi, però non tiene conto di quelli versati in altri fondi, casse di previdenza all’estero e di quelle collaborazioni confluite nella gestione separata. L’estratto conto contributivo, però, risulta utile ai fini di una prima verifica tra gli anni effettivamente lavorati e quelli conteggiati dall’INPS.   Nella quarta parte del documento vengono simulati i contributi futuri che il lavoratore verserà ma è bene tenere conto che si tratta di una mera stima effettuata sui dati conosciuti al momento e che andrà, quindi, verificata nel corso degli anni.

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