Busta arancione Inps e previsioni pensioni: quale previdenza integrativa suggeriscono?

La busta arancione dell'Inps e gli allarmi sulle pensioni future sono previsioni attendibili o servono a spingere la previdenza integrativa privata? Il parere di un matematico

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L’Italia prosegue, a stento, con la sperimentazione della busta arancione Inps per le previsioni delle pensioni future. A Natale ne arriveranno 150 mila, molto meno di quelle che ci si attendeva. Le simulazioni sulla pensione non lasciano presagire scenari ottimistici e a questo si aggiunge l’allarme lanciato da Tito Boeri nei giorni scorsi sulle pensioni future. Il Presidente dell’Inps ha fatto un calcolo sulle pensioni future dei trentenni che oggi lavorano con contratti precari: verosimilmente dovranno lavorare oltre i 70 anni per avere un assegno più basso di quello percepito dalla media dei pensionati di oggi. Nulla di nuovo: la busta arancione non contiene cifre più basse di quelle che ci si poteva attendere sulla base della situazione attuale. Ma queste previsioni previdenziali sono veramente attendibili? E che scopo hanno? Pensioni future: rischio povertà per i trentenni precari  

Pensione: quale previdenza integrativa conviene?

Se lo è chiesto anche il matematico Beppe Scienza che ha parlato di una “proiezione puramente teorica”: “nessuno banalmente può prevedere cosa sarà del modello previdenziale da qui a quarant’anni”. Cui prodest? “Se non spinge verso più stato sociale, rischia di avvantaggiare solo i privati”. E’ innegabile infatti che, sulla scia delle previsioni della busta arancione e degli allarmismi per la pensione futura, sempre più italiani stiano valutando di tutelarsi mediante pensione integrativa. Beppe Scienza, docente al dipartimento di matematica dell’Università di Torino ed esperto di fondi complementari e previdenza privata, non ha mai nascosto la sua diffidenza verso i fondi pensione e, dopo le ultime dichiarazioni di Tito Boeri, ha manifestato le sue perplessità in un’intervista all’Espresso spiegando che l’effetto di queste proiezioni che di fatto favoriscono l’industria del risparmio gestito “rientra perfettamente nella strategia volta a spaventare, anche più del dovuto, i lavoratori, spingendoli verso la previdenza integrativa”.

Qual è il modo migliore per risparmiare quindi in questo clima di incertezza per il futuro? Scienza spinge verso i buoni fruttiferi postali o il Tfr “senza affidarsi a gestori e assicuratori”.

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