Busta arancione Inps: chi rischia brutte sorprese sulla pensione

Busta arancione Inps per il calcolo pensione: ecco come essere pronti a leggerla quando arriverà e chi rischia le sorprese più brutte nel calcolo dell'assegno futuro

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Busta arancione Inps per il calcolo pensione: ecco come essere pronti a leggerla quando arriverà e chi rischia le sorprese più brutte nel calcolo dell'assegno futuro

L’Inps sta provvedendo in questi giorni a spedire la nuova ondata di buste arancioni, strumento per il calcolo della pensione. La spedizione procederà a scaglioni, partendo dai lavoratori privati a metà aprile e proseguendo poi, nel corso del 2016, con i dipendenti pubblici. La busta arancione, come più volte spiegato, contiene i dati utili alla previsione della pensione futura: data di accesso, importo e tasso di sostituzione. Di che cosa si tratta?

Come leggere la busta arancione: guida pagina per pagina

Tasso di sostituzione: come dedurlo dal calcolo pensione della busta arancione

Il tasso di sostituzione indica la differenza, espressa in percentuale, tra l’importo della pensione e quello dell’ultimo stipendio in busta paga. Si tratta quindi di un valore a cui prestare molta attenzione.

Le sorprese più brutte riguardano, intuitivamente, chi ha stipendi bassi e ha versato contributi in modo irregolare e con intermezzi di disoccupazione.

Calcolo pensione: la busta arancione è attendibile?

Fermo restando quindi che il calcolo della pensione effettuato con la busta arancione non può essere considerato attendibile al 100%, essendo subordinato ad alcune variabili come la crescita dell’economia italiana e l’inflazione difficili da pronosticare, è inevitabile che a rischiarare sono soprattutto i giovani e le donne con pause dai versamenti per periodi di maternità.

[tweet_box design=”box_07″ float=”none”]Calcolo pensione: come avete reagito alla busta arancione?[/tweet_box]

Seppur con questi limiti la busta arancione resta uno strumento utile per permettere ai lavoratori di avere una maggiore consapevolezza sul futuro pensionistico e, soprattutto, per concedere loro la possibilità, in caso di tasso di sostituzione troppo discostante dalle aspettative, di correre ai ripari (ad esempio mediante la previdenza integrativa).

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