Buoni lavoro nella riforma Fornero: le prime indicazioni dal Ministero

Buoni lavoro sotto la lente della legge di riforma Fornero, al fine di contrastare prestazioni lavorative in nero.

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Buoni lavoro sotto la lente della legge di riforma Fornero, al fine di contrastare prestazioni lavorative in nero.
I buoni lavoro sono usati maggiormente nel settore agricolo

Buoni lavoro sotto la lente della legge di riforma Fornero, al fine di contrastare prestazioni lavorative in nero, anche nell’ambto del lavoro accessorio.

 

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con la circolare n. 18 del 18 luglio  2012, fornisce le prime indicazioni operative per ciò che riguarda le novità introdotte dalla riforma del lavoro del Ministro Fornero. Tra queste precisazioni si segnalano quelle riguardanti i buoni lavoro, anche conosciuti come voucher lavoro.

 

Voucher lavoro accessorio

Il Ministero precisa in primo luogo che le modifiche ai voucher lavoro introdotte dalla legge n. 92/2012, la riforma Fornero del mercato del lavoro, hanno comportato da una parte una semplificazione del quadro normativo e dall’altra una limitazione al suo utilizzo, contrastando le attività lavorative in nero. Viene infatti ad essere modificato l’articolo 70 del decreto legislativo n. 276 del 2003, di cui abbiamo trattato nel nostro articolo Riforma del lavoro: voucher agricoli anche per i pensionati.

 

Buoni lavoro: cambia il limite del compenso

Il Ministero chiarisce in relazione ai buoni lavoro che è ora possibile attiviare sempre e comunque lavoro accessorio, tenendo conto solo di un limite di carattere economico, quello di 5mila euro. Un limite questo che sta a limitare di molto l’utilizzo dei voucher lavoro, dal momento che l’importo viene commisurato a quanto ricevuto, nel corso dell’anno solare, dalla totalità dei committenti.

 

Voucher lavoro: i committenti imprenditori commerciali

Sempre in relazione al  nuovo limite economico per i voucher lavoro accessorio introdotti dalla riforma Fornero, la circolare del Ministero ha precisato che nei confronti dei committenti imprenditori commerciali o professionisti, le attività lavorative possono essere svolte  a favore di ogni singolo committente per compensi non superiori a 2mila euro. Proprio ai fini del rispetto della nuova disciplina sui voucher lavoro accessorio, andrà verificato se il committente sia un imprenditore commerciale i professionale e in caso positivo, la prestazione nei suoi confronti non potrà dar luogo  a compensi superiori a 2mila euro di voucher lavoro.

 

Voucher lavoro accessorio in agricoltura: le modifiche con la riforma Fornero

I voucher lavoro, secondo le novità introdotte dalla riforma Fornero, sono stati modificati anche nel settore agricolo. Ora il Ministero chiarisce che i buoni lavoro nel settore agricolo possono essere usati fino al limite eocnomico di 5mila euro, solo se l’attività di lavoro accessorio è svolta da pensionati o giovani studenti ovvero, indipendentemente da chi sia il soggetto che svolge lavoro accessorio e riceve buoni lavoro, se l’attività è svolta a favore di piccoli imprenditori agricoli. In ragione della specialità del settore agricoli, per i voucher 2012 in agricoltura, non trova applicazione l’altro limite di 2mila euro previsto, come visto poc’anzi, in relazione alle prestazioni rese nei confronti di imprenditori e professionisti.

 

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Argomenti: Voucher lavoro