Buoni fruttiferi postali: come riscuotere quelli scaduti

Cosa accade se un buono postale è scaduto? Può essere comunque riscosso? E se invece il buono è caduto in prescrizione cosa succede?

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Cosa accade se un buono postale è scaduto? Può essere comunque riscosso? E se invece il buono è caduto in prescrizione cosa succede?

Cosa accade se ci si accorge di essere in possesso di buoni fruttiferi postali non riscossi nei tempi pattuiti? Come ben sappiano i buoni fruttiferi postali hanno una scadenza, ma proprio perché sono investimenti a lungo termine può capitare di dimenticarsene. Il capitale investito nei buoni postali può sempre essere ritirato ma siccome per ricevere anche gli interessi maturati deve trascorre un buon lasso di tempo, può capitare che ci si dimentichi della data di scadenza.

Buoni postali: differenza tra scadenza e prescrizione

Prima di capire come riscuotere un buono fruttifero postale scaduto è bene capire la differenza tra scadenza e prescrizione dello strumento finanziario in oggetto.

La scadenza indica il termine ultimo oltre il quale il buono non produce più interessi e, quindi, non è più fruttifero. Tale scadenza varia in base alla tipologia di buono sottoscritto. Ci sono buoni postali che hanno anche scadenza trentennale, altri che ce l’hanno decennale. E’ bene, quindi, ogni tanto guardarli per capire quando si avvicina la data di scadenza. La prescrizione, invece, è uguale per tutti i buoni postali e decorre dalla scadenza. Un buono postale si prescrive a 10 anni dalla data di scadenza. Con la prescrizione un buono postale può considerarsi morto e non è più rimborsabile: i soldi investiti nel buono prescritto, quindi, non possono più essere ritirati. E’ bene tenere presente, inoltre, che i buoni dematerializzati non cadono mai in prescrizione, questo perché alla scadenza vengono rimborsati automaticamente con accredito su conto corrente postale o bancario dell’intestatario.

Rimborso buono postale scaduto: come avviene?

Come è facilmente intuibile un buono postale, anche se non più fruttifero, può essere rimborsato fino a 10 anni dopo la sua scadenza. Basta recarsi presso l’ufficio postale più vicino per prenotarne il rimborso. Se si vuole ottenere il rimborso immediato, invece, è bene recarsi presso l’ufficio postale che ha emesso il buono perché in uffici postali diversi bisognerà attendere qualche giorno. Insieme al titolo sarà necessario esibire anche un documento di identità e il codice fiscale: poiché i buoni postali sono nominativi possono essere rimborsati soltanto all’intestatario. I buoni postali, infatti, non possono essere ceduti, soltanto il titolare del buono, colui che lo ha sottoscritto, può chiederne il rimborso. Non sono valide neanche le deleghe ad altre persone, ma, come abbiamo scritto in un altro articolo, i buoni postali possono essere ereditati poiché rientrano nella successione.

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Argomenti: Normativa e Prassi, Buoni Fruttiferi Postali