Bonus tiroide da 550 euro: chi ne ha diritto

Bonus tiroide da 550 euro: esiste veramente? Come per il bonus diabete la notizia può essere fuorviante. Facciamo chiarezza.

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Bonus tiroide da 550 euro: esiste veramente? Come per il bonus diabete la notizia può essere fuorviante. Facciamo chiarezza.

Dopo il bonus diabete, alcuni lettori ci hanno scritto per avere conferma della fondatezza del bonus tiroide da 550 euro. Esiste veramente o è una bufala “acchiappa-click”?

Ci sono alcune patologie che rientrano in una tabella specifica e che, superata una certa soglia di gravità espressa in percentuale, possono dare diritto al riconoscimento dell’invalidità.

Vediamo più da vicino gli scaglioni e i diritti connessi.

Problemi alla tiroide e invalidità: quanto devono essere gravi per avere diritto al bonus di 550 euro?

La percentuale minima di gravità a chi presenta una invalidità per vedersi riconosciuti alcuni benefici concessi dalla legge è del 33%. In tal caso si ha diritto, ad esempio, alle protesi gratuite. Chi supera il 45% viene iscritto nelle categorie protette per le liste lavoro. Il 50%, ad esempio, dà diritto a congedi dal lavoro per cure mediche; con il 66% di invalidità si può ottenere l’esenzione del ticket per tutti i controlli inerenti a quella malattia specifica.

Il bonus tiroide esiste o è una bufala? Chi può riceverlo?

Casi più gravi di invalidità per le patologie che rientrano nella tabella, tra cui appunto il diabete e i problemi alla tiroide, ci portano proprio a rispondere alle domande in merito al bonus da 550 euro.

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Si può ottenere l’invalidità per problemi alla tiroide?

Quando l’invalidità supera il 75% al paziente viene riconosciuto il diritto a percepire un assegno il cui importo dal reddito è rapportato al reddito dichiarato ma che comunque non può superare il tetto massimo di 550 euro. Infine, gli invalidi al 100% hanno diritto infine all’indennità di accompagnamento e alla pensione di inabilità.

E’ bene peraltro precisare che ci sono diversi tipi di disfunzione alla tiroide e che non tutti danno diritto al riconoscimento di invalidità. Anzi, a ben vedere, questo accade solamente nei casi più gravi. Per esempio viene attribuita una percentuale del 100% all’ipotiroidismo (quando la ghiandola produce pochi ormoni) con grave ritardo mentale, tra il 50% e l’80% per l’iperparatiroidismo primario (quando ne rilascia troppi) e tra il 91% e il 100% all’ipoparatiroidismo che non reagisce ai trattamenti.

In ogni caso, il Servizio Sanitario Nazionale, riconosce l’esenzione dal pagamento del ticket per molti degli esami relativi alla tiroidite autoimmune, a prescindere dalla percentuale di invalidità.

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