Bonus Sud: un’unica richiesta per più investimenti

In un'unica richiesta possono essere riportati più progetti di investimento per lo stesso credito d'imposta.

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In un'unica richiesta possono essere riportati più progetti di investimento per lo stesso credito d'imposta.

Con il modello CIM 17 si richiede l’autorizzazione all’utilizzo del credito d’imposta per gli investimenti strumentali nel mezzogiorno. Con lo stesso modello possono essere richiesti il credito d’imposta Sisma nonchè quello previsto per le zone economiche speciali, ZES. Quest’ultimi due riprendono la disciplina di cui al credito d’imposta mezzogiorno con alcune modiche.

Con lo stesso modello CIM 17, non possono essere richiesti contemporaneamente i crediti d’imposta Mezzogiorno, Sisma o ZES.

Tuttavia per ogni singolo credito d’imposta, nello stesso modello si possono indicare più progetti di investimento.

Il bonus sud: premiati gli investimenti in beni strumentali

La Legge di stabilità 2016 ha previsto per gli anni dal 2016 al 2019, un credito di imposta a favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del sud. Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Il decreto legge n. 243 del 2016 ha modificato la disciplina del Credito, prevedendo tra l’altro (Fonte portale Agenzia delle entrate):

 

  • l’estensione dell’agevolazione all’intero territorio della regione Sardegna;
  • l’innalzamento delle aliquote del Credito che sono stabilite nella misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020;
  • l’aumento dell’ammontare massimo agevolabile per ciascun progetto di investimento;
  • la cumulabilità del Credito con altri aiuti di Stato e con gli aiuti de minimis, nei limiti dell’intensità o dell’importo di aiuti più elevati consentiti dalla normativa europea.

Con l’art. 18-quater del decreto legge n. 8 del 2017 il credito è stato esteso e rafforzato per i Comuni delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici succedutisi dal 24 agosto 2016.

Successivamente, art. 5 del decreto legge n. 91 del 2017,  è stato previsto che, in relazione agli investimenti effettuati nelle Zone economiche speciali (ZES), il Credito è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2020 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro.

Le proroghe per tutto il 2020

La legge di bilancio per il 2020 (articolo 1, commi 218, 316 e 319, della legge n. 160 del 2019) ha disposto le seguenti proroghe:

 

  • dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 per il credito d’imposta investimenti nei comuni del sisma Centro-Italia
  • dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2022 per il credito d’imposta investimenti nelle zone economiche speciali (ZES)
  •  31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 per il credito d’imposta investimenti nel Mezzogiorno.

 

Ulteriori proroghe dovrebbero arrivare con la Manovra 2021.

La richiesta del bonus sud: il modello CIM 17

Per fruire del credito d’imposta, i soggetti interessati devono presentare all’Agenzia delle entrate un’apposita comunicazione (modello CIM 17) nella quale devono essere indicati:

  • i dati degli investimenti agevolabili e
  • del credito d’imposta del quale è richiesta l’autorizzazione alla fruizione.

L’autorizzazione o meno alla fruizione del credito d’imposta è comunicata dall’Agenzia delle entrate in via telematica mediante un’apposita ricevuta.

Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione.  Presentando l’F24 esclusivamente tramite Entratel o Fisconline, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

La compensazione è ammessa a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito d’imposta.

Nelle istruzioni che accompagnano il modello di richiesta del bonus sud (modello CIM 17) è evidenziato che lo stesso può essere utilizzato per richiedere:

 

  • il credito d’imposta per gli investimenti al sud (Legge n:208/2015);
  • il credito d’imposta per gli investimenti nei comuni colpiti dal sisma a far data dal 24 agosto 2016 (credito d’imposta Sisma-art.18-quater D.L. 8/2017)) nonchè
  • quello sugli investimenti nelle zone economiche speciali (credito d’imposta ZES, D.L. 91/2017).

Si utilizza lo stesso modello  sia per chiedere l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta sia per rinunciare ad una precedente richiesta.

Anche se si vuole rettificare una comunicazione già inviata.

Un’unica domanda per più progetti

Ogni impresa può presentare una o più comunicazioni, anche nel medesimo anno.

Attenzione, non è consentito indicare nella medesima comunicazione gli investimenti relativi al credito d’imposta Mezzogiorno, quelli relativi al credito d’imposta Sisma nonché gli investimenti relativi al credito d’imposta ZES.

Tuttavia per lo stesso credito d’imposta (Mezzogiorno, sisma o ZES) nello stesso modello si possono indicare più investimenti.

Ciò avviene compilando, per ogni progetto, un distinto modulo del quadro A.

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