Bonus spesa, vale anche per il pranzo di Natale?

Come si possono spendere i buoni spesa sotto le feste di Natale

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“Posso spendere il bonus spesa del Comune per gli acquisti del pranzo di Natale? Penso a dolci tradizionali ad esempio (panettoni, torrone, pandoro) etc oppure allo spumante per il brindisi. Oppure vale solo per i generi alimentari di prima necessità?”

Lo stanziamento del fondo di 400 milioni di euro per i buoni spesa erogati dai Comuni è ufficiale. La disposizione, contenuta nel Decreto Ristori ter, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Restano da approfondire in alcuni casi quali saranno i criteri e le modalità di assegnazione, che variano a livello locale, e le tempistiche per i pagamenti. E molti tra i potenziali beneficiari si iniziano ad interrogare su come poter spendere l’importo del bonus spesa. Ricordiamo che lo scopo della misura è quello di aiutare i nuclei familiari più bisognosi ad acquistare generi alimentari di prima necessità. Tant’è che, come abbiamo visto, sarà difficile che ad aggiudicarselo siano i percettori del reddito di cittadinanza (proprio perché le due misure hanno lo stesso obiettivo). In media, anche se ribadiamo che le disposizioni variano da Comune in Comune, l’importo del buono spesa va da un minimo di 100 euro ad un massimo di 500 euro, previste per le famiglie numerose (più di cinque persone).

Cosa si può acquistare con i buoni spesa: elenco dei generi di prima necessità

Come per l’elenco di prodotti che si possono acquistare con il reddito di cittadinanza, anche per il buono spesa è prevista una lista di generi considerati di prima necessità. Prima di tutto i beneficiari dovranno informarsi sugli esercenti che aderiscono al programma e in cui sarà possibile fare spesa con i voucher. Ogni Comune provvederà a pubblicarlo sul portale istituzionale oppure a consegnarlo in formato cartaceo alle famiglie titolari dei buoni.

 

Con i buoni spesa non sarà possibile acquistare prodotti non considerati di prima necessità. Quindi prima di tutto esclusivamente generi alimentari. In secondo luogo che siano componenti essenziali di un’alimentazione primaria.

A titolo di esempio vi rientrano:

  • pasta e riso
  • pane e farina
  • latte
  • uova
  • formaggio
  • frutta e verdura
  • prodotti in scatola (legumi, tonno, mais e simili)
  • passata e polpa di pomodoro
  • zucchero e sale
  • carne e pesce
  • prodotti alimentari per la prima infanzia, come omogenizzati, biscotti, latte e simili
  • acqua

 

No quindi a dolciumi, junk food (patatine, merendine etc) e tanto meno agli alcolici.

Ecco perché il cassiere va informato dell’uso del buono spesa prima che inizi a battere lo scontrino. Ed ecco perché il consumatore che intende fare una spesa generica e usare per i beni previsti il voucher del Comune, deve dividere gli articoli preventivamente. Va da sé che il fatto di poter fare gran parte della spesa pagando i buoni del Comune, lascia una maggiore liquidità eventualmente per comprare alimenti per le feste che, altrimenti, non ci si poteva permettere.

 

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