Bonus Smart Working del 15%, novità in Legge di Bilancio. Cos’è e a chi spetta?

Rientreranno tra le spese agevolabili dal Bonus Smart Working anche quelle sostenute prima dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021.

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Rientreranno tra le spese agevolabili dal Bonus Smart Working anche quelle sostenute prima dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021.

Il Bonus Smart Working, sostanzialmente, è un Credito di imposta pari al 15% delle spese sostenute dalle imprese per investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati alla realizzazione e al miglioramento di modalità di lavoro agile (smart working).

La cosa interessante è che rientrerebbero tra le spese agevolabili anche quelle sostenute prima dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Bonus Smart Working

Il disegno di legge all’esame della Camera, fra gli altri, prevede un nuovo credito d’imposta per le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali.

In particolare, ai sensi dell’articolo 185, comma 4, della bozza della legge di bilancio, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 10 per cento per le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali materiali diversi da quelli indicati nell’allegato A della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (iper-ammortamento), nonché investimenti in beni strumentali immateriali.

Poi, per quel che ci riguarda:

La misura del credito d’imposta è elevata al 15 per cento per gli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di modalità di lavoro agile (smart working) ai sensi dell’articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 81.

Periodo di riferimento per il sostenimento delle spese

Rientreranno tra le spese agevolabili anche quelle sostenute prima dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021.

Il periodo temporale di riferimento per il sostenimento delle spese, si legge nella bozza della Legge di Bilancio, decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, ovvero entro il 30 giugno 2022, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

 

Infine, ricordiamo sempre che si tratta di una bozza della Legge di Bilancio, attualmente all’esame del Parlamento. Per avere ulteriori conferme bisognerà attendere la lettura dei testi definitivi.

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