Bonus servizi digitali: niente tasse se si rispettano alcuni requisiti Covid-19

Il bonus servizi digitali è stato introdotto dal Governo con il decreto Rilancio e poi ripreso dalla Legge di bilancio 2021

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Entro il 20 novembre deve essere presentata istanza di richiesta del credito d’imposta per l’acquisizione di servizi digitali, c.d bonus servizi digitali.

E lecito chiedersi se si pagano tasse sul bonus servizi digitali.

Il bonus servizi digitali

Il bonus servizi digitali è stato introdotto dal Governo con il D.L. 34/2020, decreto Rilancio poi ripreso dalla Legge n°178/2020, Legge di bilancio 2021. Sono agevolate le spese 2019, 2020 e 2021.

Il bonus spetta alle imprese editrici di quotidiani e periodici.

Il D.P.C.M. 4 agosto 2020, F.U., Serie Generale n. 240 del 28 settembre 2020, ha stabilito le modalità, i contenuti, la documentazione richiesta e i termini per la presentazione della domanda per l’accesso al beneficio. Decreto che ha individuato anche le spese ammissibili al bonus.

Dal 20 ottobre 2021 (ore 10.00) fino al 20 novembre 2021 (ore 23.59), è possibile presentare la domanda per il credito d’imposta in esame.

Le domande si riferiscono alle spese sostenute nel 2020.

Niente tasse sul bonus, vale l’esenzione Covid-19

E lecito chiedersi se si pagano tasse sul bonus servizi digitali.

Ebbene, l’articolo 10-bis, rubricato «Detassazione di contributi, di indennità e di ogni altra misura a favore di imprese e lavoratori autonomi, relativi all’emergenza COVID-19», del decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137 (cd. “decreto ristori”), ha previsto che «I contributi e le indennità di qualsiasi natura erogati in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza, da chiunque erogati e indipendentemente dalle modalità di fruizione e contabilizzazione, spettanti ai soggetti esercenti impresa, arte o professione, nonché ai lavoratori autonomi, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e non rilevano ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.

917».

In base a quanto appena affermato, il credito in esame, ai fini IRES, IRPEF e IRAP, non concorre alla formazione dell’imponibile. Dunque, non si pagano tasse sul bonus servizi digitali.

Ciò, è stato confermato dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria con un’apposita FAQ.

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