Bonus servizi digitali, domande entro il 20 novembre. Ecco come attestare le spese per il modem

Per essere ammessi al bonus servizi digitali, l'effettuazione delle spese agevolate deve essere attestata dai soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità

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Per essere ammessi al bonus servizi digitali, l’effettuazione delle spese agevolate deve essere attestata dai soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità.

Con una specifica FAQ pubblicata, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha specificato che l’attestazione non deve essere allegata alla richiesta del bonus.

Il bonus servizi digitali

Il decreto Rilancio e la Legge di bilancio 2021  hanno riconosciuto, per gli anni dal 2020 al 2022, un credito d’imposta per l’acquisizione di servizi digitali alle imprese editrici di quotidiani e periodici, nel limite di spesa complessivo di 8 milioni di euro per l’anno 2020 e di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

Il D.P.C.M. 4 agosto 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 240 del 28 settembre 2020, ha stabilito le modalità, i contenuti, la documentazione richiesta e i termini per la presentazione della domanda per l’accesso al beneficio.

Il decreto ha individuato anche le spese agevolabili. Rientrano anche le spese per il modem.

Fino al 20 novembre, sarà possibile presentare le richieste del bonus. Attraverso l’apposita procedura disponibile nell’area riservata del portale impresainungiorno.gov.it,

L’attestazione delle spese bonus servizi digitali

Per essere ammessi al bonus servizi digitali, l’effettuazione delle spese agevolate deve essere attestata dai soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità.

In una FAQ pubblicata sul sito del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, è specificato che:

l’avvenuta effettuazione delle relative spese deve essere attestata mediante dichiarazione dei soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni fiscali, alla relativa documentazione e alle risultanze delle scritture contabili, nonché alla conformità di queste ultime alla documentazione contabile.

In particolare tale attestazione può essere rilasciata:

  1. dal responsabile del centro di assistenza fiscale, ove la dichiarazione fiscale sia stata predisposta dallo stesso centro (art. 35, comma 1, lett. a, del D.lgs. n. 241/1997);
  2. dagli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali e dei consulenti del lavoro, nonché dai soggetti iscritti, alla data del 30 settembre 1993, nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, in possesso dei diplomi indicati dall’art. 35, comma 3, del D.lgs. n. 241/1997, su richiesta dei contribuenti e purché abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni da loro predisposte;
  3. dai soggetti che esercitano la revisione legale dei conti, ai sensi dell’art. 2409-bis del codice civile (art. 3, comma 2, del D.P.C.M. 4 agosto 2020).

Attenzione, la documentazione attestante le spese sostenute non dovrà essere fornita in sede di richiesta del bonus. Dovrà essere tenuta a disposizione dell’amministrazione ed esibita in fase di controllo successivo.

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