Bonus Sanificazione, non rientrano le spese per l’acquisto di macchinari per servizi di telemedicina

Lo scopo del bonus sanificazione è quello di consentire la riapertura delle attività in sicurezza.

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Lo scopo del bonus sanificazione è quello di consentire la riapertura delle attività in sicurezza.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 441 del 5 ottobre 2020, fornisce utili chiarimenti in merito al cosiddetto bonus sanificazione, e, in particolare, ad alcune tipologie di spese ammissibili. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il quesito del contribuente

L’Istante è una società che commercializza un macchinario con applicativo web per servizi di telemedicina.

l’Istante chiede all’agenzia delle entrate se questo servizio rientri tra le spese agevolabili del cosiddetto bonus sanificazione, ai sensi del comma 2, lettera e) dell’articolo 125 del decreto-legge del 19 maggio 2020, n. 34 (di seguito, decreto Rilancio).

Risposta dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate risponde al quesito del contribuente citando alcuni documenti di prassi.

In particolare, con la circolare del 10 luglio 2020, n. 20/E sono stati forniti i primi chiarimenti in relazione a questa agevolazione.

Ai sensi di tale documento, è necessario che le spese sostenute siano riferibili alle attività menzionate nel comma 1 del decreto. Ossia:

  1. sanificazione degli ambienti (e degli strumenti utilizzati), come descritta nel paragrafo 2.2.1 della circolare n. 20/E del 2020;
  2. acquisto di dispositivi di protezione individuale (e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti), cfr. paragrafo 2.2.2 del menzionato documento di prassi.

Alla lettera e) del comma 2 sono esplicitati i “dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione”.

La ratio, si legge nella risposta dell’Agenzia delle Entrate, è finalizzata a consentire la riapertura delle attività in sicurezza.

Per i motivi sopra esposti, l’ADE ritiene che la società istante, in relazione alle spese descritte, non possa fruire del bonus sanificazione, poiché le stesse non risultano assimilabili alle fattispecie di cui al comma 2 del medesimo articolo 125.

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