Bonus Sanificazione, quando non è necessaria la Fattura per dimostrare il sostenimento delle spese

La norma del Bonus Sanificazione non fa riferimento in modo specifico all’“acquisto” e può essere svolta anche in economia dal soggetto beneficiario.

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La norma del Bonus Sanificazione non fa riferimento in modo specifico all’“acquisto” e può essere svolta anche in economia dal soggetto beneficiario.

Il bonus sanificazione, sostanzialmente, è un’agevolazione fiscale, introdotta con in decreto rilancio, che spetta a tutti i datori di lavoro che effettuano la sanificazione dei locali.

Il credito d’imposta è pari al 60% delle spese sostenute per l’adeguamento alle prescrizioni sanitarie e alle misure di contenimento contro la diffusione da COVID-19, la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale atti a garantire la salute di lavori ed utenti.

Il credito è valido per il periodo d’imposta 2020 e potrà essere utilizzato in compensazione attraverso il modello f24.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 20 E del 10 luglio 2020: “Articoli 120 e 125 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 – Crediti d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione”, ha reso noti diversi aspetti di questa agevolazione.

Fra gli altri, è stato specificato che il bonus sanificazione è valido anche per le spese sostenute in economia. In quest’ultimo caso, ci si chiede, come è possibile quantificare le spese sostenute dal momento che non è stato generato alcun giustificativo di spesa (fattura)? Ecco i chiarimenti dell’Ade.

 

Leggi: “Bonus Sanificazione e Bonus Dispositivi di Protezione Covid, quali sono le spese ammesse?

 

Sanificazione svolta in economia

La norma del Bonus sanificazione non fa riferimento in modo specifico all’“acquisto” (e, quindi, a modalità di approvvigionamento del bene o del servizio da economie terze). Secondo quanto esposto dalla stessa agenzia delle entrate con la circolare sopra richiamata: “l’attività di sanificazione, in presenza di specifiche competenze già ordinariamente riconosciute, può essere svolta anche in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori, sempre che rispetti le indicazioni contenute nei Protocolli di regolamentazione vigenti, come attestato da documentazione interna”.

 

Credito d’imposta per la sanificazione dei locali, è valido anche senza fattura

Nel caso in cui la sanificazione venga svolta in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori, l’ammontare della spesa agevolabile deve essere determinata in altro modo, ad esempio, “moltiplicando il costo orario del lavoro del soggetto impegnato a tale attività per le ore effettivamente impiegate nella medesima (documentata mediante fogli di lavoro interni all’azienda)”. All’importo cosi determinato, possono essere aggiunte, anche le spese sostenute per i prodotti disinfettanti impiegati.

Ad ogni modo “l’ammontare delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti così determinato, in ogni caso, dovrà essere congruo rispetto al valore di mercato per interventi similari”.

 

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