Bonus Resto al Sud under 45 anni: che cosa cambia dall’8 dicembre 2019

Bonus Resto al Sud: l'8 dicembre pubblicato il decreto. Ecco che cosa cambierà.

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Bonus Resto al Sud: l'8 dicembre pubblicato il decreto. Ecco che cosa cambierà.
Come abbiamo avuto modo di vedere più volte, il Bonus Resto al Sud ha ampliato la categoria di beneficiari estendendo il target anche fino ai 45 anni. Così ha stabilito il decreto n.134 del 5 agosto scorso, pubblicato in GU il 23 novembre e in vigore dall’8 dicembre.
Che cosa cambierà quindi dopo l’Immacolata?

Bonus Resto al Sud 2020: novità sui requisiti

Originariamente il sussidio aveva un limite anagrafico per i richiedenti pari a 35 anni. Il decreto ha esteso la soglia a 45 anni purché siano costituiti, al momento della presentazione della domanda o si costituiscano prima dell’erogazione in impresa individuale o società, anche cooperative, e le società tra professionisti.
Le regioni che rientrano nel programma sono le stesse: il bonus Resto al Sud può essere chiesto da maggiorenni non oltre i 45 anni con residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Si può trasferire la residenza anche dopo la presentazione della domanda, purché non oltre 60 giorni dall’eventuale valutazione (120 giorni se risiedi all’estero). In merito alla residenza, questa va mantenuta per tutta la durata del finanziamento.
Inoltre i richiedenti non possono risultare già titolari di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017, né potranno essere stati beneficiari, nell’ultimo triennio, a decorrere dalla data di presentazione della domanda, di incentivi nazionali a sostegno dell’autoimprenditorialità.
I liberi professionisti, ossia gli iscritti in ordini o collegi professionali oppure esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi, sono ammessi alla possibilità di fare domanda, purché non siano titolari di partita IVA per l’esercizio di un’attività simile a quella proposta nei 12 mesi antecedenti alla presentazione della richiesta di agevolazione.
Tra le attività escluse dal bando quelle agricole o legate al commercio, mentre è consentito intraprendere iniziative imprenditoriali per:
– produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
– fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
– turismo.
Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e in un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI.
Gli interessi del finanziamento sono completamente coperti da un contributo in conto interessi.
Resto al Sud è un incentivo a sportello, significa che le domande saranno oggetto di valutazione senza graduatorie in base all’ordine cronologico di arrivo.
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