Bonus: quelli che restano e quelli cancellati dalla riforma fiscale

Bonus fiscali: la riforma fiscale dal 2016 ne cancella diversi. Ecco le detrazioni che si salvano

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Bonus fiscali: la riforma fiscale dal 2016 ne cancella diversi. Ecco le detrazioni che si salvano

La riforma fiscale attualmente al vaglio del governo Renzi fa il conto con i bonus: quali agevolazioni mantenere e quale ridurre o abolire per non pesare troppo sul bilancio e rispettare la copertura finanziaria a disposizione? E’ l’annosa questione della coperta troppo corta che ha messo in crisi i precedenti governi. Cosa cambierà con lamanovra di bilancio del 2016? Trovare il giusto equilibrio tra gli sconti fiscali da tagliare e i bonus da mantenere è un’impresa che si muove sul filo del rasoio. Dal 2011, anno in cui si è iniziato a parlare delle «tax expenditures» il rapporto è di 9 regimi fiscali speciali abrogati a fronte di altri 35 concessi, almeno secondo i dati del ministero dell’Economia. Al censimento attuale risultano in vigore 282 bonus a carico diretto del bilancio dello Stato che gravano per un totale di 161 miliardi di euro nel 2015.

Bonus: abolire i privilegi per pochi

Secondo le direttive dell’ Ufficio di Bilancio la prima mossa deve essere quella di tagliare i bonus settoriali che peraltro ammontano al 20% del totale. Non si esclude però anche lo sfoltimento di detrazioni Irpef che costano quasi 100 miliardi l’anno.

Detrazioni fiscali: quali sono a rischio

Le agevolazioni a carattere generale che più costano allo Stato sono le detrazioni per i lavoratori dipendente, l’esenzione per la prima casa e le detrazioni per le spese mediche. Le altre voci hanno impatti ridotti: le detrazioni per i carichi familiari sono richieste dal 30% dei contribuenti, quelle per il recupero edilizio e le assicurazioni vita dal 10% e le altre confluiscono in bonus di nicchia che non interessano solo l’1-2% dei contribuenti (quasi sempre i ceti più agevolati peraltro). La diffusione delle agevolazioni dipende anche dalla loro natura: le detrazioni sugli affitti, quelle da lavoro e pensione, quelle per i carichi familiari, e le spese mediche incidono maggiormente sul reddito dei più poveri (circa il doppio rispetto ai più ricchi) mentre ad esempio cedolari secche sulle locazioni, erogazioni ai partiti politici e deducibilità dell’assegno al coniuge riguardano di più la fascia di reddito più alta. Intuitivamente quindi sono queste ultime ad essere più a rischio di cancellazione.

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Argomenti: Bonus e detrazioni