Bonus PMI, fino al 30% per chi investe nell’economia reale

Il bonus investitori è stato approvato, arrivano 6 miliardi a sostegno delle PMI colpite dall'emergenza coronavirus. Vediamo meglio di cosa si tratta.

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Il bonus investitori è stato approvato, arrivano 6 miliardi a sostegno delle PMI colpite dall'emergenza coronavirus. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Un bonus per gli investitori privati che conferiscono capitali alle piccole e medie imprese del nostro Paese colpite dall’emergenza sanitaria del coronavirus.

Secondo quanto è stato reso noto sul sito ec.europa.eu.it, si tratta, in realtà, di ben tre regimi di aiuti di stato italiano approvati dalla Commissione Europea con un bilancio complessivo di 6 miliardi di euro.

I tre regimi sono stati direttamente approvati rispettivamente a norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.

Bonus Investitori, i tre regimi di aiuti

I tre regimi di aiuto del bonus investitori, per facilitare la provvista di capitali e di liquidità alle società colpite dall’emergenza coronavirus, sono tra loro complementari e intesi a incentivare la mobilitazione di investimenti privati. In particolare, essi riguardano

  • Un credito d’imposta del 20% dell’importo investito da privati che conferiscono capitali nelle imprese colpite dall’emergenza sanitaria del coronavirus. Gli aiuti nel quadro di questo regime saranno quindi concessi sia all’investitore (che beneficia dell’agevolazione fiscale) sia all’impresa beneficiaria (destinataria dell’investimento);
  • credito d’imposta pari fino al 30% dell’aumento di capitale effettuato dalle stesse imprese;
  • sostegno pubblico che si concretizzerà in prestiti subordinati.

Le imprese che hanno subito una grave riduzione dei ricavi a marzo e ad aprile 2020 avranno accesso agli aiuti a condizione che venga approvato e attuato un aumento di capitale.

Limiti

Per quanto riguarda i limiti del bonus investitori, nei primi due regimi, gli aiuti non possono supereranno 800 mila euro per impresa. Uniche eccezioni per il settore dell’agricoltura primaria (100 mila euro) e per quello della pesca e dell’acquacoltura (120 mila euro).

Per il terzo regime, invece, gli aiuti non supereranno il 12,5% del fatturato del beneficiario nel 2019.

Gli aiuti alle imprese nel quadro di questi tre regimi sono limitati nel tempo e possono essere concessi solo entro la fine del 2020.

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