Il bonus Natale di 3 mila euro (quello vero) rischia di saltare per il Covid?

Un bonus Natale di 3 mila euro esiste per tutti (non solo per chi ha figli) ma il Covid rischia di cancellarlo

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bonus natale di tre mila euro a rischio

Ieri vi abbiamo spiegato perché alcuni siti stanno parlando di un bonus Natale di 3 mila euro per chi ha figli fino a tre anni, chiarendo “l’equivoco” che alcune notizie hanno generato. Il riferimento è all’aumento del bonus nido, le cui domande scadono appunto a fine anno. Non c’è quindi, lo ribadiamo, alcun nuovo bonus Natale Inps pensato per le famiglie con figli piccoli. Speriamo che questo chiarimento possa contribuire a ridurre gli effetti che si erano innescati nelle ultime ore, quando tantissimi utenti hanno cercato di contattare l’Ente online e o telefonicamente per paura di perdere i presunti tre mila euro del bonus.

Il bonus Natale di tre mila euro è per tutti non solo per le famiglie ma in zona rossa è difficile ottenerlo

Super premio cashback a rischio nelle zone rosse

Ci riferiamo al super premio cashback. Riepiloghiamo brevemente in che cosa consiste e chi può ottenerlo per poi analizzare gli ultimi scenari e il rischio di cancellazione causa Covid. La vincita straordinaria fa parte del piano cashless del Governo per dire addio al denaro contante che include:

  • lotteria degli scontrini;
  • rimborsi cashback sugli acquisti con carta o comunque tracciabili fino a 300 euro all’anno.

 

Ebbene proprio a questa seconda misura è collegato il Super premio Cashback, una sorta di lotteria ulteriore per chi usa più spesso la carta nei negozi fisici. I primi 100 mila che raggiungeranno più transazioni digitali (con carta, bonifico bancario o postale online e app) riceveranno in premio un bonus da 3.000 euro ciascuno. Secondo le disposizioni, per vincere non conterà l’importo dell’operazione quanto il numero di transazioni. Lo scopo del Governo è quello di incentivare l’uso della carta in sostituzione dei contanti.

Chi più paga con metodi tracciabili, prima accumula i punti per aggiudicarsi il super cash back. Insomma da questo punto di vista conviene di più prendere 100 caffè al bar e pagare con carta piuttosto che comprare un oggetto del valore di cento euro una tantum. Nel primo caso si conteggiano 100 transazioni, nel secondo solamente una.

Ma allo stato dei fatti attuale è facile comprendere come questo sistema penalizzerebbe chi vive nelle zone rosse. Già perché con i negozi chiusi (esclusi quelli che vendono beni di prima necessità) e bar e ristoranti aperti solo per il servizio a domicilio, le possibilità di usare la carta fisicamente (essendo esclusi gli acquisti online o su piattaforme) si riducono drasticamente. Sarebbe, in altre parole, una sfida ad armi impari.

 

Delle due una soluzione possibile: o si rinvia il piano cashback fintanto che non esisteranno colori diversi corrispondenti a restrizioni nelle regioni, oppure si includono nella possibilità di concorrere al super bonus da tre mila euro anche gli acquisti online (canale che, nelle zone rosse, tantissimi utenti sceglieranno probabilmente per gli acquisti dei regali di Natale).

 

 

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