Bonus mobili. Tra moglie e marito, la detrazione è persa

Il bonus mobili spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di recupero del patrimonio edilizio

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Bonus mobili, che botta con il nuovo limite

Cosa succede se le spese per ristrutturare la casa sono state pagate dal marito mentre la moglie paga i mobili e gli elettrodomestici?

Può essere richiesto il bonus mobili?

Ecco cosa prevede l’ultima guida operativa dell’Agenzia delle entrate.

Il bonus mobili

Il bonus mobili premia l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni,
alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.

La detrazione è pari al 50% delle spese sostenute e va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro per l’anno 2022 e 5.000 euro per gli anni 2023 e 2024. La spesa max detraibile per il 2021 era invece pari a 16.000 euro.

Tra moglie e marito la detrazione è persa

Per far sì che il contribuente possa portare in detrazione le spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici con specifiche etichette energetiche, è necessario che l’immobile al quale gli stessi siano destinati sia oggetto di lavori di ristrutturazione, manutenzione straordinaria, ecc.

Partiamo dall’assunto che, la detrazione per lavori di recupero del patrimonio edilizio (ristrutturazione, manutenzione ordinaria e straordinaria) spetta ai seguenti soggetti:

  • familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
  • coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • componente dell’unione civile;
  • convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Tali soggetti beneficiano della detrazione per lavori di ristrutturazione. Purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e delle fatture.

Detto ciò, venendo ora al bonus mobili, nella guida dell’Agenzia delle entrate è messo nero su bianco che la detrazione spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio (vedi casistiche sopra elencate). La data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione deve precedere quella in cui si acquistano i beni; non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

Conclusioni

In base a quanto detto finora:

  • se a sostenere le spese per ristrutturare l’immobile è uno dei coniugi mentre l’altro coniuge paga quelle per l’arredo,
  • il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non spetta a nessuno dei due.

Si tratta di una situazione molto diffusa, in merito alla quale in redazione sono giunti numerosi quesiti.

I coniugi così così come i componenti dell’unione civile nonchè le coppie di fatto, vivendo sotto lo stesso tetto, non dovrebbero essere soggetti a tali limitazioni. Tuttavia, ancora una volta l’Agenzia delle entrate si dimostra poco aperta a quelle che sono le reali vicissitudini della vita di tutti i giorni.

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