Bonus mobili: conviene la cessione del credito o lo sconto in fattura?

Per il Bonus mobili non è prevista la cessione del credito e neanche lo sconto in fattura. L'unica via è la detrazione fiscale pari al 50% della spesa per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

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Per il Bonus mobili non è prevista la cessione del credito e neanche lo sconto in fattura. L'unica via è la detrazione fiscale pari al 50% della spesa per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Il quesito a cui rispondiamo interessa sicuramente una buona parte dei nostri utenti.

Un assiduo lettore pone una domanda alla nostra Redazione:

Devo fare dei lavori e comprare arredamento nelle stanze ristrutturate. Quale soluzione mi consiglia tra cessione del credito e sconto in fattura per non anticipare liquidità?”.

Nel rispondere al nostro utente, ricordiamo che il Bonus mobili da 8.000 euro senza bisogno di presentare l’ISEE è valido fino al 31 dicembre 2021. Rispetto al 2020 è aumentato del 60% passando da 10mila a 16mila euro (importo massimo). Tale aumento è concesso soltanto per acquisti fatti nel 2021. Si può collegare ai lavori previsti per il Superbonus 110%.

Torniamo alla domanda: conviene la cessione del credito o lo sconto in fattura per non anticipare liquidità?

Per il Bonus mobili conviene la cessione del credito o lo sconto in fattura?

Abbiamo detto che, quest’anno, il Bonus mobili si può collegare ai lavori previsti per il Superbonus 110% anche quando si decide di cedere il credito d’imposta o si opta per lo sconto in fattura. L’ha annunciato l’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 30/E del 22 dicembre 2020 rispondendo ad un quesito riguardante lo sfruttamento del bonus mobili in tandem con il superbonus 110%.

Attenzione, però: è bene non confondere la possibilità dello sconto in fattura o cessione del credito riservata al Superbonus.

Per il Bonus mobili non è prevista la cessione del credito e neanche lo sconto in fattura. L’unica via è la detrazione fiscale pari al 50% della spesa per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (fino a massimo 16mila euro) in 10 quote annuali di pari importo da far valere attraverso il modello 730 o il modello Redditi persone fisiche.

La risposta al quesito posto dal lettore, quindi, è negativa su tutti i fronti.

Inutile chiedersi se conviene la cessione del credito o lo sconto in fattura: queste due opzioni non sono più fruibili nel 2021.

Le classi energetiche degli elettrodomestici sono cambiate: come regolarsi con il Bonus mobili?

Per gli elettrodomestici messi in commercio dopo marzo 2021, è cambiata la classificazione della prestazione energetica. Le nuove classi A e G sostituiscono le classi A+, A++, B, C, D, E, F. La nuova classe A, la più difficile da individuare sul mercato, è quella a prestazione energetica più elevata. La nuova normativa ha cancellato le vecchie etichette da marzo 2021, mentre la guida dell’Agenzia delle Entrate riporta la vecchia classificazione con A, A+ e superiore.

Come regolarsi in merito all’abbinamento Bonus mobili ed elettrodomestici? Per comprendere la validità del Bonus mobili considerando la nuova classificazione energetica degli elettrodomestici, bisognerà porre un quesito all’Agenzia delle Entrate tramite interpello.

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