Dal CuraItalia al Ristori bis: bonus locazione a confronto

In questo articolo ti offriamo un riepilogo delle diverse versioni del bonus locazione previste dal legislatore a fronte dell’emergenza Covid-19

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In questo articolo ti offriamo un riepilogo delle diverse versioni del bonus locazione previste dal legislatore a fronte dell’emergenza Covid-19

Tra le misure a sostegno delle imprese adottate dal Governo a fronte dei provvedimenti restrittivi messi in campo per fronteggiare l’emergenza Covid-19, vi rientra il c.d. bonus locazione, ossia un credito d’imposta riconosciuto a fronte dei canoni di locazione pagati per il locale in cui è svolta l’attività.

Diverse sono, tuttavia, le versioni del beneficio previste nel tempo.

Bonus locazioni negozi e botteghe

Il primo bonus locazione è stato quello del decreto Cura Italia (art. 65 decreto-legge n. 18 del 2020). Si tratta di un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione pagato per il mese di marzo 2020 con riferimento ad immobili classificati come categoria catastale C/1 (negozi e botteghe).

Il credito spetto solo se il canone dovuto risulta effettivamente pagato. I beneficiari sono coloro che esercitano attività di cui agli allegati 1 e 2 del DPCM 11 marzo 2020.

In merito alle modalità di utilizzo, il credito può essere utilizzato in compensazione in F24 direttamente dal beneficiario (con le Risoluzione n. 13/E/2020 è stato istituito il codice tributo “6914”) oppure in alternativa essere ceduto a terzi (ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari).

Bonus locazione decreto Rilancio

L’art. 28 del decreto Rilancio (decreto-legge n. 34 del 2020) come modificato dal successivo art. 77 del decreto-legge n. 104 del 2020 (decreto Agosto) ha poi previsto un credito d’imposta per canoni pagati dagli esercenti attività di imprese, lavoratori autonomi, enti non commerciali (inclusi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilisticamente riconosciuti).

Il credito si riferisce al canone pagato per gli immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività. Il beneficio spetta a condizione che i ricavi o compensi conseguiti nel 2019 siano stati inferiori a 5 milioni di euro (tale requisito non è richiesto se trattasi di strutture alberghiere, termali, agenzie viaggi e tour operator).

L’agevolazione spetta per i canoni riferiti ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno (quello di marzo non è cumulabile con il bonus locazione negozi e botteghe del Cura Italia). E’ tuttavia richiesta altra condizione fondamentale, ossia deve esserci stato un calo di fatturato almeno del 50% rispetto allo stesso mese dell’anno 2019. Se, però trattasi di strutture turistico ricettive il credito spetta per i mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.

Il requisito del calo di fatturato non è richiesto per chi ha iniziato attività dal 1 gennaio 2019 o per chi opera in un territorio colpito da evento calamitoso con stato di calamità ancora in essere alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19 (ossia 31 gennaio 2019).

Bonus locazione decreto Rilancio modificato dal decreto Agosto: misure e modalità di utilizzo

In merito alle misure, il credito di cui al decreto Rilancio (come modificato dal decreto Agosto) spetta per il 60% del canone (anche di leasing o concessione di immobili). La percentuale scende al:

  • 30% del canone riferito all’affitto d’azienda
  • 50% del canone riferito all’affitto d’azienda se trattasi di strutture turistico ricettive
  • 20% del canone di locazione dell’immobile se trattasi di attività di commercio al dettaglio
  • 10% del canone riferito all’affitto d’azienda se trattasi di attività di commercio al dettaglio.

Infine, riguardo le modalità di utilizzo, il beneficio può essere utilizzato in compensazione in F24. Oppure essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta di pagamento del canone o in alternativa essere ceduto a terzi (inclusi istituti di credito e finanziari).

Bonus locazione: decreto Ristori e Ristori bis

Da ultimo il decreto Ristori e Ristori bis, hanno prorogato il beneficio anche per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 (serve calo di fatturato di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del 2019). Il credito spetta nelle stesse misure di cui al decreto Rilancio (come modificato dal decreto Agosto). La proroga tuttavia riguarda:

  • le imprese operanti nei settori di cui all’allegato 1 del decreto Ristori;
  • le imprese operanti nell’allegato 2 del decreto Ristori bis e agenzie di viaggio e tour operator, aventi sede operativa nelle c.
    d. regioni rosse.

Sia nella versione de decreto Ristori che Ristori bis non è richiesto il rispetto del limite di ricavi o compensi a 5 milioni di euro. Restano ferme le modalità di utilizzo e le misure.

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