Bonus laureati, non basterà più la lode: si guarda alla media dei voti

Bonus laureati: non basterà più la lode per averlo. Si richiede anche una media dei voti altissima

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riscatto laurea

Diventa sempre più difficile accedere al bonus di merito per i neo-laureati. Come se il 100 e lode fosse un traguardo alla portata di tutti, nella versione approvata al Senato si aggiunge un altro requisito: la media ponderata dei voti esami non inferiore a 108/110. Il bonus laureati con lode, lo ricordiamo, prevede una “dote” di 8 mila euro da riconoscere al datore di lavoro che assume a tempo indeterminato uno dei beneficiari.

Leggi qui per capire meglio come funzionerà il bonus di merito per laureati con lode 2019

Non c’è stato neppure il tempo di valutare se i datori di lavoro sarebbero stati effettivamente disposti ad assumere un neolaureato a tempo indeterminato, sebbene con una carriera promettente davanti, piuttosto che una persona con maggiore esperienza nel campo di riferimento, in cambio di uno sconto sulle imposte al momento della firma del contratto.

La media del 108 non è un dietrofront sul bonus laureati: le rassicurazioni del Governo

A chi lo accusa di aver fatto dietrofront sulla misura e di averci ripensato, il governo risponde smentendo questa volontà. Si legge infatti nella relazione tecnica che “la predetta proposta potrebbe determinare un restringimento della platea dei beneficiari e un risparmio di spesa”. Sull’importo del risparmio il governo non si è pronunciato ma prevede la possibilità di utilizzare la cifra recuperata, per implementare l’incentivo. Ma nel frattempo assicura che inserire il requisito della media ponderata del 108, non rappresenta nessuna volontà di tornare indietro: non c’è alcuna sfiducia sulle commissioni di laurea, nessun ripensamento sul valore della laurea medesima. Seguiranno verosimilmente nuovi aggiornamenti su questa misura che potrebbe interessare i laureandi dell’ultimo anno con una media di voti alta e la possibilità di ottenere il massimo dei voti con lode. Qualcuno ha osservato che la misura poteva essere un modo per evitare la fuga di cervelli all’estero: ma basta un contratto a tempo indeterminato a trattenerle se non migliorano le condizioni e le possibilità di carriera?

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