Bonus Iscro. Definite le regole per l’aggiornamento professionale obbligatorio

In Gazzetta Ufficiale il decreto che individua i criteri e le modalità di definizione dei percorsi di aggiornamento per il Bonus Iscro

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Bonus Iscro. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ha pubblicato il decreto con il quale ha individuato i criteri e le modalità di definizione dei percorsi di aggiornamento professionale.Tra i vari requisiti richiesti per ottenere e mantenere il bonus, è prevista la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

Il bonus Iscro

Il bonus ISCRO, Legge n°178/2020 (Legge di bilancio 2021), è un’indennità mensile tra i 250 euro e gli 800 euro (bonus 800 euro), a seconda dei requisiti posseduti dal richiedente. L’indennità  può essere richiesta dai professionisti iscritti alla Gestione separata Inps.

Nello specifico, i liberi professionisti e i partecipanti agli studi associati o società semplici, iscritti alla Gestione separata che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo connesso all’esercizio di arti e professioni (Circolare INPS, n°94/2021).

Possono presentare domande per il bonus ISCRO coloro che presentano i seguenti requisiti:

  • non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • non essere beneficiari di Reddito di cittadinanza di cui al D.
    L. 4/2019;
  • avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 50 per cento della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni anteriori all’anno precedente alla presentazione della domanda;
  • avere dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rispetto all’anno precedente;
  • ecc.

Tutti requisiti che devono essere rispettati congiuntamente.

Il bonus è pari al 25 per cento dell’ultimo reddito da lavoro autonomo diviso per due semestri. Il bonus max è di 800 euro.

In riferimento all’anno 2022, le domande di bonus può essere effettuata dal 1° maggio 2022 e fino al 31 ottobre 2022. Si veda a tal fine il messaggio Inps n. 1569 del 7 aprile 2022.

Bonus Iscro. L’obbligo di aggiornamento professionale

Tra i vari requisiti per ottenere il bonus, è richiesto ai beneficiari la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

A tal proposito,  in Gazzetta Ufficiale 92 del 20 aprile 2022, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ha pubblicato il decreto con il quale ha individuato i criteri e le modalità di definizione dei percorsi di aggiornamento professionale.

L’art.1 del decreto fissa i criteri di definizione dei percorsi di aggiornamento professionale.

In particolare, i percorsi di aggiornamento devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • mantenimento e aggiornamento delle conoscenze, abilita’ e competenze possedute dal beneficiario ai fini dell’adeguamento ai mutamenti della domanda del settore di mercato di riferimento;
  • acquisizione di un livello di conoscenze, abilita’ e competenze incrementali rispetto a quelle inizialmente possedute, spendibili nel contesto lavorativo di riferimento e in coerenza con il fabbisogno formativo del lavoratore.

Detto ciò, un ruolo chiave è assegnato alle Regioni e alle province autonome. Infatti, sono tenute a definire i percorsi di aggiornamento professionale nonchè i requisiti per la validita’ dei percorsi:

  • ai fini dell’assolvimento dell’impegno formativo e
  • della spendibilita’ degli apprendimenti acquisiti.

Le modalità attuative devono essere comunicate all’ANPAL.

Regioni e province autonome, sui propri portali web, devono rendere consultabili i percorsi di aggiornamento disponibili nonchè permettere la prenotazione degli stessi da parte degli interessati.

Attenzione, nel decreto è specificato che la domanda di Iscro, equivale alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Infatti, con l’intervento dei centri per l’impiego, i beneficiari devono stipulare il c.d. patto di servizio.

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