Bonus Inps da 600 euro anche ai parlamentari, ma ne avevano diritto

Bonus da 600 euro anche a parlamentari e politici. Casta senza vergogna, s’attacca anche ai fondi di emergenza dell’Inps.

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Bonus da 600 euro anche a parlamentari e politici. Casta senza vergogna, s’attacca anche ai fondi di emergenza dell’Inps.

Parlamentari senza vergogna: per loro anche il bonus da 600 euro dell’Inps, oltre ai 12 mila e rotti euro al mese che la legge gli riconosce per il mandato di rappresentanza.

A poche settimane dal referendum confermativo della riduzione del numero dei parlamentari italiani, fra i più pagati al mondo, e dopo la conferma in Senato dei vitalizi, si scatena ancora l’indignazione della gente. Cinque deputati hanno infatti percepito il bonus da 600 erogato dall’Inps ad aprile e maggio. E forse non sono nemmeno gli unici.

Bonus da 600 euro anche ai parlamentari

La conferma arriva dall’Inps, ma sui nomi dei deputati vige ancora lo stretto riserbo (tabù che però dovrà cadere a breve), si sa solamente che si tratta di tre deputati della Lega, uno del 5 Stelle e 1 di Italia Viva. Si tratta di cinque nomi a cui potrebbero aggiungersene altri secondo alcune indiscrezioni trapelate dagli ambienti di palazzo. Ma lo scandalo non si restringe ai soli ambienti parlamentari. Si parla anche di bonus Inps percepiti da sindaci, presidenti di regione, assessori e consiglieri. In tutto altre 2.000 persone già ben pagate dallo Stato. In attesa che qualcuno si autodenunci, all’orizzonte non ci sono previste sanzioni né richiami parlamentari. E questo si inserisce in un contesto generale in cui molti aventi diritto non hanno percepito alcun bonus o vi sono stati palesi ritardi da parte dell’Inps ad erogare i soldi, come noto.

I parlamentari avevano diritto al bonus

Ma la cosa più imbarazzante è che i deputati di Montecitorio hanno chiesto e ottenuto i bonus avendone pienamente diritto. Tutti i possessori di partita Iva, liberi professionisti e co.co.

co, oltre ad alcune categorie di autonomi, avevano infatti diritto ad accedere all’indennità. La legge non ha impedito ai deputati di richiedere il bonus, anche perché i decreti Cura Italia e Rilancio, che ne predisponevano l’erogazione da parte dell’Inps, sono stati convertiti in legge proprio dai parlamentari che ben si sono avveduti di non ostacolarne l’erogazione a loro beneficio. Per ottenere il bonus da 600 euro bastava il numero della partita Iva, il codice fiscale, la scelta della propria posizione professionale e fiscale, poi i solidi arrivavano direttamente nel conto corrente. Insomma, una lacuna legislativa che ha permesso ai politici, ma evidentemente anche a tanti altri lavoratori, di non rinunciare ai 600 euro destinati a sostenere il reddito dei lavoratori più in difficoltà, come misura eccezionale adottata dallo Stato.

A settembre si vota per il taglio dei parlamentari

Così, senza alcun controllo preventivo, senza alcun vincolo reddituale, fra marzo e aprile lo Stato ha erogato quasi 6 miliardi di euro di bonus a pioggia: li hanno presi quasi tutti, sia che ne aveva diritto sia chi non ne aveva. E fra chi non ne aveva moralmente diritto vi sono sicuramente i parlamentari che percepiscono uno stipendio da oltre 12 mila euro al mese, il più alto fra i rappresentanti dei paesi dell’Unione Europea. Una vera e propria vergogna, un’indecenza – ha tuonato il leader del PD Nicola Zingaretti – che chiede ai deputati coinvolti di restituire i richiesti, anche se formalmente ne avevano diritto. A poche settimane dal referendum confermativo sul taglio del numero dei parlamentari, lo scandalo non fa altro che peggiorare la fiducia degli italiani verso le istituzioni e verso gli organi posti a garanzia della democrazia nel nostro Paese. Qualcuno chiede anche le dimissioni dei 5 onorevoli, ma si sa che fra qualche giorno tutto passerà nel dimenticatoio e tutto tornerà come se nulla fosse accaduto.

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