Bonus in busta paga e più giorni di ferie per chi si vaccina: il datore di lavoro può farlo?

Il bonus in busta paga come incentivo per i dipendenti a vaccinarsi non è ben visto perché, comunque, manca una legge che lo preveda

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Bonus in busta paga e più giorni di ferie per chi si vaccina: il datore di lavoro può farlo?

In questi giorni parti sociali e Governo si incontrano e discutono del green pass per i dipendenti. Intanto, già qualche azienda di propria iniziativa ha istituito un bonus in busta paga per i dipendenti che si vaccinano contro il Covid-19.

Altre aziende hanno pensato a concedere due giorni di ferie ai vaccinati, di cui il primo coincidente con il giorno della vaccinazione ed il secondo riferito al giorno successivo così da permettere a dipendente di superare gli eventuali postumi causati dalla vaccinazione stessa.

E’ lecito tutto ciò?

Il bonus in busta paga: incentivo a vaccinarsi

Il bonus in busta paga ai dipendente è certamente un incentivo in più per la vaccinazione. Il dipendente in questo modo, se decide, avrà il doppio vantaggio, ossia di essere vaccinato e di avere un importo in più a fine mese sulla sua busta paga.

L’imprenditore da canto sua riuscirà a contenere la diffusione del virus nella propria azienda raggiungendo l’immunità di gregge tra i propri dipendenti. Il tutto a favore della sua produzione (tutti i dipendenti a lavoro significa più efficienza e più efficacia produttiva).

La decisione di incentivare al green pass aziendale con un bonus in busta paga, tuttavia, non è priva di critiche. Infatti, secondo quanto avanzato dal leader della Cgil Maurizio Landini, con il green pass aziendale si induce ad un trattamento sanitario “obbligatorio” e ciò non può essere fatto se non per legge.

Dunque, finché non ci sarà un provvedimento governativo che stabilisca a livello nazionale il green pass in azienda, non si può in nessun modo pensarlo anche volontariamente e con degli incentivi ai dipendenti.

Ad oggi non c’è permesso Covid-19 per vaccinarsi

Altre aziende valutano, come anticipato, la possibilità di concedere due giorni di ferie per chi si vaccina, ossia il giorno della vaccinazione ed il successivo.

Anche qui, tuttavia, sono mosse delle critiche, poiché ad oggi nessun CCNL e nessun accordo con le parti sociali prevede per i lavoratori permessi speciali per il Covid-19.

Il lavoratore che si vaccina, laddove la convocazione coincida con il giorno e le ore lavorative è costretto a ricorrere al proprio piano ferie oppure a chiedere permessi. Dunque, anche in tal caso, la strada percorribile dovrebbe essere quella di inserire nei contratti aziendali un permesso retribuito per Covid-19 e non che ciascuna azienda prenda proprie iniziative in merito.

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