Bonus in busta paga a luglio: come calcolarlo in base allo stipendio e chi ci guadagna di più

Il taglio del cuneo fiscale produrrà effetti fino a 40.000 euro di redditi annui a partire da luglio. Maggiori vantaggi per chi guadagna di meno.

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Il taglio del cuneo fiscale produrrà effetti fino a 40.000 euro di redditi annui a partire da luglio. Maggiori vantaggi per chi guadagna di meno.

Un taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 40.000 euro. E’ quanto prevede la proposta illustrata dal Governo ai sindacati nel recente incontro a palazzo Chigi. In particolare, come spiegato dal ministro Roberto Gualtieri al termine dell’incontro, a partire da luglio gli attuali percettori del bonus da 80 euro riceveranno 100 euro. Riceveranno 100 euro in busta paga anche coloro che guadagnano fino a 28.000 euro. Il beneficio verrà poi esteso in misura decrescente all’aumentare del reddito, fino alla soglia dei 40.000 euro.

I nuovi beneficiari del taglio del cuneo fiscale, ha sottolineato Gualtieri, saranno oltre 4 milioni di lavoratori dipendenti. “Dopo tanti anni aumenta il salario netto di una parte dei lavoratori, è un primo risultato perchè i salari del Paese restano bassi, ma la strada è quella giusta“. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro con il Governo sul taglio del cuneo fiscale. “Serve una riforma che intervenga anche sull’Irpef“, ha aggiunto, sottolineando che “un altro tema è la defiscalizzazione degli aumenti dei contratti collettivi“.

Tutti i tagli del cuneo fiscale e gli aumenti in busta paga

Ma veniamo ai dettagli del taglio del cuneo e ai benefici per i lavoratori dipendenti. Per i redditi fino a 29 mila euro il beneficio scalerebbe a 1.166 annuo (+97euro mese); arriverebbe a 1.131 euro l’anno (94 euro mese) per la fascia 30 mila; passerebbe a 1.097 (91 euro mese) per i redditi fino a 31 mila euro annui per scendere a 1.063 euro (88,5 euro mese ) per i redditi fino a 32 mila e a 1.029 (85,7 euro mese) fino a 33 mila. A partire dai 34 mila euro, il taglio del cuneo si tradurrà in un beneficio sotto i mille euro annui.

E infatti: i lavoratori con redditi di 34 mila euro percepirebbero 994 euro (83 euro mese), 960 euro (80 euro) quelli con 35 mila euro di reddito; 768 euro (64 euro mese) fino a 36 mila euro di reddito annuo; 576 ( 48 euro mese) per i lavoratori con un reddito lordo di 37mila euro annuo; 384 euro (32 euro mese ) per i redditi fino a 38 mila; 192 (16 euro mese) per quelli fino a 39 mila euro ( i famosi 53 centesimi al giorno) fino ad arrivare a impatto zero per i redditi di 40 mila euro annui.

Effetti benefici per 16 milioni di lavoratori

I benefici si rivolgeranno a una platea stimata di 16 milioni di lavoratori dipendenti il taglio del cuneo fiscale, intervento avviato dalla legge di Bilancio 2020 che ha stabilito la costituzione di un “Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti” con una dotazione di 3 miliardi di euro per l’anno 2020 e di 5 miliardi di euro annui a decorrere dal 2021. La disposizione rinvia per l’attuazione ad apposite norme, che, con ogni probabilità, dovrebbero essere inserite in un decreto legge all’esame del Consiglio dei Ministri alla fine di gennaio.

Maggiore è lo stipendio, minore sarà il bonus

Il taglio del cuneo fiscale produrrà quindi maggiori effetti per i redditi più bassi, fino a 24.000 euro. Più si sale e minore sarà il vantaggio per il lavoratore che vedrà azzerarsi l’aumento sopra i 40.000 euro annui di stipendio. Il cuneo, quindi, si assottiglia fino a scomparire sopra tale soglia di reddito. “Con il nuovo bonus tra 35.000 e 40.000 euro l’aliquota marginale effettiva sarà del 60 per cento, il che significa che se ad esempio un dipendente con reddito 35.000 riceve un incremento di stipendio di 1.000 euro, in realtà il suo reddito netto aumenterà solo di 400 euro”, spiega Massimo Baldini dell’Università di Modena. Al contrario, un lavoratore dipendente che ha uno stipendio lordo annuo di 12.000 euro grazie al bonus scenderà, una volta pagate tasse e contributi, ad 11.135 euro, cioè porterà a casa il 92,8 per cento della retribuzione lorda.

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