Bonus figli a carico a Natale ma sparisce il bonus bebè 2018: cosa cambia

Che cos'è il bonus figli a carico in arrivo a Natale? A conti fatti basterà a compensare il mancato rinnovo del bonus bebè nel 2018?

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Che cos'è il bonus figli a carico in arrivo a Natale? A conti fatti basterà a compensare il mancato rinnovo del bonus bebè nel 2018?

Svolta nel disegno di legge sul bonus figli a carico presentato per la prima volta due anni fa: l’incentivo potrebbe arrivare a Natale. Ma a frenare i facili entusiasmi la notizia parallela della mancata riconferma del bonus bebè per il 2018.

Il bonus figli a carico prevede un contributo di 150 euro per ogni figlio a carico fino a 18 anni e di 100 per figli dai 18 ai 25 anni che non abbiano ancora un reddito.

La misura è pensata soprattutto per le famiglie numerose con più di due figli a carico. L’idea è quella di prevedere anche un riconoscimento parziale del bonus per famiglie con reddito superiore a 50 mila euro (ed entro i 70 mila euro annui).
Questo incentivo alla natalità, però, di fatto sostituirebbe gli altri bonus e, in particolare, il bonus bebè che infatti non sembra sarà confermato per il 2018.

Una notizia che ha destato preoccupazione da più fronti: diversi partiti politici hanno espresso perplessità e critiche per una decisione che, si legge da più parti, va in controtendenza rispetto alle parole di tutela della famiglia e di incentivo alla natalità. Basti pensare che, ad esempio, proprio in quest’ottica nel 2016 il governo Renzi aveva introdotto il bonus mamma. Anche alcuni senatori Pd hanno fatto notare che “la scelta di non rifinanziare il bonus bebè e di non considerare alcune proposte auspicate da diversi senatori come l’innalzamento della soglia di reddito di ogni figlio, affinché continui ad essere considerato a carico, e del contributo forfettario a favore delle famiglie numerose, appare incomprensibile e non condivisibile”.

Il bonus bebè sarà confermato nel 2018?

L’ipotesi di una mancata riconferma del bonus bebè nel 2018 passa per uno scarica barili in termini di responsabilità politica. Da un lato Renzi che picchia duro proprio su questo scenario per affossare Gentiloni, dall’altro l’attuale premier che fa notare che se fossero stati accantonati i soldi non spesi nei primi anni del bonus bebè, già sarebbero disponibili le risorse necessarie per rifinanziare la misura per i neonati nel 2018.

Stando ai dati Inps, infatti, nel 2015 sono stati spesi poco più di 160 milioni, 42 in meno rispetto ai 202 stanziati dal governo Renzi. Tenendo conto anche degli ultimi due anni, quindi, sul tavolo dovrebbero essere disponibili circa 120 milioni per garantire la continuità della misura per la natalità almeno per un altro anno. Ma il condizionale è d’obbligo perché in realtà questi risparmi sono «finiti in economia», espressione tecnica per dire che sono stati usati per coprire altre spese o ridurre il debito pubblico.

A parole tutti confermano la volontà di mantenere il bonus bebè almeno per un altro anno ma nella Legge di Bilancio 2018 non c’è traccia di questo impegno comune. Determinante sarà quindi in quest’ottica l’eventuale emendamento al testo.

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