Bonus facciate e ristrutturazione: allarme sulle richieste per i lavori già svolti. Cessione a rischio?

Bonus facciata e ristrutturazione, arriva la mazzata per i lavori in corso con il decreto contro le frodi nel campo dei lavori edili

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Bonus facciate e ristrutturazione: allarme sulle richieste per i lavori già svolti

Campanello d’allarme da parte degli addetti ai lavori, su tutti i tecnici chiamati a rilasciare le asseverazioni a fronte delle cessioni crediti anche per bonus facciate e ristrutturazione (ed altri bonus casa come ecobonus ordinario).

Equiparare i bonus casa ordinari al 110% porta con se il rischio di una battuta d’arresto per il settore dell’edilizia. Un soggetto che non ha liquidità per eseguire lavori, se prima era propenso ai lavori potendo contare su una cessione del credito più snella, ora, essendo la strada diventata più tortuosa, potrebbe ripensare alla decisione, rimandando oppure rinunciando del tutto agli interventi sulla casa.

Se poi a tutto ciò si aggiunge anche l’aumento incontrollato dei prezzi delle materie prime che sta interessando il settore edile, il quadro diventa ancora più critico.

Bonus facciata e ristrutturazione: che mazzata per i lavori in corso

E’ stato il decreto – legge n. 157 del 2021 a complicare le cose dopo il 12 novembre 2021. Il provvedimento, contenente misure volte a contrastare le frodi nel campo delle agevolazioni fiscali, ha esteso l’obbligo del visto di conformità e dell’asseverazione congruità prezzi, anche per altri bonus casa diversi dal 110% (quindi, bonus facciate, bonus ristrutturazione, ecobonus ordinario, ecc.) laddove il contribuente decida di optare, il luogo della detrazione fiscale, per lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Ciò significa aver equiparato i bonus facciata e ristrutturazione ed altri bonus casa ordinari al superbonus 110%, per il quale visto ed asseverazione era già previsti.

Una burocrazia maggiore ed ostacoli in più da superare che potrebbe scoraggiare molti cittadini ad effettuare lavori sui propri immobili, soprattutto laddove, come detto, non si dispone di liquidità immediata.

Gli addetti ai lavori puntano il dito anche sulla retroattività del decreto. Applicare le novità anche ai lavori già in corso ed a fatture già emesse e solo da pagare, rappresenta una vera e propria mazzata per i contribuenti.

D’altronde, il rilascio di visto ed asseverazione non sono mica gratuiti. Il costo è sostenuto dal cittadino che poi non potrà nemmeno includerlo tra le spese detraibili e, quindi, oggetto di cessione o sconto.

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