Bonus facciate, ancora molte incognite per l’applicazione dello sconto

Bonus facciate, eco bonus e lavori di ristrutturazione. Come fruire correttamente delle detrazioni fiscali quando si rimette a nuovo l’esterno della casa.

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Bonus facciate, eco bonus e lavori di ristrutturazione. Come fruire correttamente delle detrazioni fiscali quando si rimette a nuovo l’esterno della casa.

Il bonus facciate è legge. Da quest’anno i condomini e i proprietari di case potranno tranquillamente effettuare i lavori di verniciatura delle facciate esterne dei palazzi e beneficare di un bonus detrazione pari al 90% dell’importo fatturato dalla ditta.

Una bella agevolazione che però riscontra ancora molti punti oscuri riguardo all’importo da detrarre in base ai lavori svolti assieme a quelli di verniciatura. Chiaramente il legislatore si è occupato solo di fare la legge demandando poi i dettagli all’Agenzia delle Entrate che dovrà precisare per filo e per segno cosa si può e cosa non si può detrarre in dichiarazione dei redditi col beneficio del 90%.

Bonus facciate solo per la tinteggiatura

E’ infatti pacifico che chi intende riverniciare la casa esternamente con ogni probabilità svolgerà altri lavori attinenti. Anche perché per verniciare la facciata di un edificio, piccolo o grande che sia, occorrerà allestire dei ponteggi fino al tetto. Ecco quindi che i proprietari prenderanno in seria considerazione anche la possibilità di ristrutturare i balconi, rivestire i muri, rifare il tetto o di allestire pannelli fotovoltaici. Per ogni intervento si potranno cumulare le rispettive detrazioni previste dalla legge, anche se il lotto dei lavori da eseguire sarà unico per un solo edificio. Allo scopo dovranno quindi essere emesse fatture diverse per ciascuna tipologia di lavori poiché non tutto può essere ricondotto sotto la voce “bonus facciate”.

Eco bonus e ristrutturazione edilizia

Ciò vale anche per i rivestimenti a cappotto sulle facciate delle case. Questa tipologia di lavoro, benché sia propedeutica alla tinteggiatura dell’edificio, non rientra nel bonus del 90% riservato alla sola verniciatura delle superfici esterne, bensì nelle detrazioni previste per l’ecobonus (65%). Diversa è invece la tipologia di intervento che deve essere eseguita prima della tinteggiatura vera e propria e cioè i lavori di stuccatura e ricostruzione delle parti danneggiate dal tempo. Spesso le imprese utilizzano tecniche di scollatura della vecchia vernice mediante getti di aria e sabbia fine creando a volte scrostature  che devono essere ricoperte da stucco. Non è chiaro se tali interventi rientrano nel bonus facciate oppure no, ma è presumibile che lo sia visto che le due tipologie di intervento sono necessariamente e strettamente legate tra loro.

In attesa di chiarimenti dal fisco

Sarà quindi l’Agenzia delle Entrate a regolare con successive circolari la materia, visto che al momento rimane lacunosa. Del resto non è possibile determinare a priori quanta superficie debba essere ripristinata con intonaco e quindi rientrare nel bonus ristrutturazioni edilizie piuttosto che in quello previsto per le facciate. Sappiamo al momento che sopra il 10% della superficie da ristrutturare mediante intonacatura, il beneficio non può rientrare nel bonus facciate. Ma non è del tutto chiaro. Così come dovrà essere chiarito se anche il costo per l’allestimento del ponteggio intorno all’edifico da verniciare rientri o meno nel bonus facciate. Spesso, quando si tratta di grandi palazzi, la ditta di ponteggi è diversa da quella che poi esegue i lavori di tinteggiatura e quindi saranno allo scopo emesse due distinte fatture. D’altronde non è possibile effettuare i lavori di tinteggiatura diversamente e quindi anche l’allestimento del ponteggio dovrebbe rientrare nel bonus facciate.

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