Bonus estate 2020 per chi sceglie l’Italia per le vacanze: rischiamo di tornare a 60 anni fa

Quando tutto sarà finito dove vorresti andare in vacanza? Arriva la proposta di un bonus estate 2020 per spingere il turismo nel nostro meraviglioso Bel Paese

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Quando tutto sarà finito dove vorresti andare in vacanza? Arriva la proposta di un bonus estate 2020 per spingere il turismo nel nostro meraviglioso Bel Paese

In attesa di sapere quando l’Italia si riprenderà, passo dopo passo, si pensa anche ad un bonus estate 2020 per aiutare una delle vittime astratte del Covid-19: il settore turistico.

Turismo vittima del Coronavirus: 100% di cancellazioni. Quando usciremo dal tunnel?

Tra le proposte che Federalberghi intende girare al governo, come confermato dal presidente dell’associazione per l’area della Maremma e del Tirreno, Maurizio Parrini, c’è anche la predisposizione di un bonus per le vacanze della stagione estiva 2020. Oggi l’Italia è blindata: siamo tra i Paesi più colpiti dal corona virus ma anche tra quelli che hanno eseguito per primi i controlli a tappeto e gestito la situazione con misure di contenimento. Questo ci dà, in un certo senso, un vantaggio di tipo temporale. A logica, dunque, il turismo potrebbe ripartire dagli stessi italiani. Il secondo step dovrà però essere necessariamente, quando i tempi saranno maturi e sicuri, quello di riaprire le porte al turismo dall’estero, che è una fonte di entrate indispensabile per il nostro Paese.

Stanno facendo il giro del web in questi giorni le immagini e i video delle città italiane vuote: riprese dai droni mostrano centri storici e monumenti nel silenzio assordante. Se non si pensasse alla ragione di questo abbandono, le immagini avrebbero anche un certo fascino spettrale. Ma c’è un altro spettro che aleggia in questo scenario apocalittico: quando si rialzerà il turismo italiano? Gli alberghi sono vuoti e registrano ormai quasi sempre il 100% delle prenotazioni cancellate (quando va bene il 75%). Il Veneto, tra le regioni più colpite dall’emergenza, è tra quelle che più dipendono dal turismo (18% del Pil regionale che corrisponde a circa 18 miliardi di euro).

Ma anche Roma, Firenze, Milano etc. ovunque si paga il prezzo di un settore trainante oggi paralizzato.

Michielli testimonia che gli albergatori sono a lavoro, pronti a ripartire prima possibile ma hanno bisogno di aiuti statali per evitare il collasso: “ci stiamo preparando per quando sarà proclamata la fine di questa crisi. Nessuno sa se accadrà fra 15 giorni o fra un mese. Siamo pronti per prepararci alla stagione estiva e per accogliere i turisti. L’unica cosa certa è che questa crisi prima o poi finirà, da maggio in avanti vorremmo riprendere la normale attività dei nostri alberghi”.

“C’è chi possiede un albergo di proprietà e ha il mutuo da pagare, c’è chi invece si ritrovare a pagare l’affitto. Aggiungiamo poi il discorso delle tasse italiane, tasse che in Russia non ci sono. Se lei è capace di spiegare ad un russo che cos’è l’IMU è molto brava. In realtà, è una follia: se io ho l’albergo chiuso l’IMU la pago lo stesso. Per me è una fetta piuttosto importante. Vi sono alberghi in Italia che arrivano ad un milione di euro di IMU all’anno! Come si riesce a pagare queste tasse con l’albergo chiuso?Ci aspettiamo dal governo una mossa molto decisa e molto forte per toglierci questa forma di tassazione diretta sul bene. La tassazione progressiva sul reddito, comunque altissima in Italia, è qualcosa che va pagato su un guadagno che hai fatto. In questa fase i guadagni stanno a zero, pagare le tasse francamente non è piacevole”.

Quando ripartirà il turismo in Italia?

In media, in questo periodo dell’anno, i turisti stranieri già partivano con le prenotazioni per l’estate. Ad oggi è tutto fermo e nessuno sa dire con esattezza quanto tempo ci vorrà non tanto per tornare alla normalità ma quantomeno per ripartire. Prima di tutto, infatti, bisogna attendere che l’emergenza contagi finisca e non solo da noi: “siamo molto più preoccupati per quello che sta succedendo in Spagna, in Francia e in Germania di quello che sta succedendo da noi. Noi in Italia le misure di contenimento le abbiamo adottate. Adesso per noi è solo questione di tempo. Il problema è che adesso stanno entrando in catena tutti questi Paesi. Mi auguro che almeno la Russia rimanga indenne, ma con tutti gli scambi è inevitabile che il virus raggiunga tutti i Paesi. Oggi l’Italia è il Paese isolato dal resto del mondo, ma ci potremmo trovare per assurdo nella situazione in cui noi saremo quasi usciti dalla crisi, ma i tedeschi saranno in piena bufera, quindi non verranno a fare le vacanze qui da noi neanche i tedeschi. Fra un mese o due mesi il governo italiano potrebbe dichiarare che i tedeschi non possono entrare in Italia”.

Peggio il terremoto del coronavirus per il turismo?

Su questo fronte bisogna lasciare uno spiraglio di ottimismo: “Nel momento in cui l’OMS proclamerà che non c’è più il virus in Italia non dubito che i turisti ritorneranno, i tedeschi, i russi, gli americani e da tutto il mondo. È chiaro che non torneranno massicciamente, perché ci sono molte disdette, i grandi tour operator stanno spostando i turisti dalla meta Italia su altre destinazioni. Soffriremo una stagione non splendida, però ho fiducia che i turisti ritorneranno. È una brutta emergenza, ma non è una situazione che procura danni al territorio: un terremoto è molto peggio ai fini turistici. I nostri alberghi sono lì, belli e puliti, non c’è motivo perché i turisti non tornino da noi”.

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